Leggo che un olandese di 78 anni, da dieci residente in Grecia, è finito all’ospedale con naso e mandibola rotti dopo essere stato malmenato da due greci (ubriachi) come “vendetta” per le misure di austerità imposte dall’Olanda alla Grecia. L’auto del numero uno della Task force di assistenza tecnica dell’UE alla Grecia, Horst Reichenbach, è stata incendiata. Un collega in missione all’estero è stato aggredito.

Qui a Bruxelles l’aria che tira non è migliore. Giorni fa i soliti ignoti hanno piazzato su diverse auto (in particolare quelle riconducibili a funzionari Ue) il volantino riprodotto qui sotto, che essenzialmente invita gli “eurocrati” a impiccarsi usando le loro cravatte.

Io ho avuto la fortuna di non imbattermi nei gruppi di “attivisti” (così li chiamano i media) che accolgono a insulti i viaggiatori del metrò alle fermate del quartiere europeo. Però so che esistono, e promettono apertamente la rivolta violenta e la “vendetta” nello stile degli ubriachi greci.

Gli autori dell’invito ad impiccarci ci descrivono con un’appellativo collettivo infamante e intriso di disprezzo, “eurocrati”. Ci descrivono come una sorta di setta che domina il mondo (o perlomeno l’Europa) dall’interno di uffici ovattati e inaccessibili. Ci dipingono come ricchi, ricchissimi e sempre più ricchi alle spalle degli altri, sempre più poveri. Ci odiano per questo, e se possibile ci sopprimerebbero – moralmente o fisicamente.

Mi chiedo, e vi chiedo: quanta distanza c’è tra questi commenti, questo modo di pensare, questi stereotipi sugli “eurocrati”, e il modo di pensare e gli stereotipi su altri gruppi (non professionali ma etnici) che sono alla base delle tragedie passate del nostro continente e della stessa ragion d’essere principale dell’Unione?

 Disclaimer: Come riportato nella bio , il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.