Sì alle celebrazioni del 2 giugno, ma che l’attenzione sia concentrata sulle cose da fare senza critiche pretestuose e senza piangersi addosso. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, oggi a Pordenone, ha fatto piazza pulita delle polemiche sul terremoto e quelle intorno alla festa della Repubblica.

“Mi auguro – ha detto il Presidente nel municipio di Pordenone – che l’attenzione si concentri su come aiutare le popolazioni colpite dal terremoto e non su polemiche un po’ strumentali”. Il Capo dello Stato ha ribadito che le “celebrazioni del 2 giugno si faranno” perché “la Repubblica – ha aggiunto – non può dimenticare di celebrare la sua nascita. In questo momento le sue istituzioni devono dare un esempio di fermezza e serenità”. E in relazione al sisma che ha colpito l’Emilia puntualizza: “Non possiamo piangerci addosso, dobbiamo dare messaggi di fiducia”. Anche ieri il premier Monti aveva ricordato che “l’impegno dello Stato è garantito”, invitando “i cittadini ad avere fiducia” perché “l’impegno dello Stato è garantito”. 

Per il presidente, inoltre, è necessario cambiare atteggiamento nelle politiche pubbliche, soprattutto nelle politiche di prevenzione dei disastri, incluso quello del terremoto. “Per far sì che i valori dell’Europa rimangano vivi in una sfida sempre più globale – ha detto in generale Napolitano – dobbiamo cambiare le cose dentro di noi e tra di noi, sono fiducioso che ce la faremo. Abbiamo il dovere di cambiare i nostri comportamenti anche nelle politiche pubbliche per le prevenzioni che sono state gravemente inadeguate”. Infatti, ha osservato, “quando arriva il conto delle catastrofi che non abbiamo potuto prevenire, ci accorgiamo che e’ piu’ salato del previsto”.