In piazza Tahrir torna ad essere il teatro delle proteste per gli egiziani. Il primo turno delle elezioni presidenziali ha un gusto amaro per i rivoluzionari: passano al secondo turno Mohammed Mursi, il candidato del partito islamista legato ai Fratelli Musulmani, e Ahmed Shafiq, l’ultimo primo ministro del ex dittatore Mubarak. “Due pessime scelte” commenta una giovane nel quartiere residenziale di Dokki. Sabbahi, candidato liberale legato ai movimenti di piazza, rimane fuori dal ballottaggio per uno 0,3%. Se per i Fratelli Musulmani, al secondo turno, si profila uno scontro rivoluzione contro regime, per molti l’elezione del presidente sarà religione contro società secolare  di Cosimo Caridi