“Il fatto che sono di nuovo i lavoratori a lasciarci la vita in queste nuove scosse mi fa pensare che non si è proceduto alla messa in sicurezza degli stabilimenti prima di far tornare le persone al lavoro”. L’accusa viene dal leader Cgil, Susanna Camusso, che interviene sul terremoto che oggi ha scocco nuovamente in Emilia Romagna e che esprime “condoglianze alle famiglie delle vittime”. 

Dopo diverse ore arriva anche il commento di Raffaele Bonanni: “Stavolta la tragedia e la morte di questi operai si sarebbe potuta evitare”. Il segretario generale della Cisl esprime cordoglio: “Siamo profondamente colpiti da questa ennesima tragedia e ci associamo al dolore delle famiglie dei lavoratori e di tutti quelli che hanno perso la vita a causa del sisma. Non serve a niente sollevare polveroni né rinfocolare le polemiche in questo momento cosi drammatico”, poi prosegue chiedendo “un incontro urgente con le autorità centrali e locali per esaminare la situazione e mettere in sicurezza le aziende, coordinando le attività di sostegno e ricostruzione a favore delle popolazioni colpite dal terremoto”.

A San Felice sul Panaro è crollato un capannone industriale provocando feriti e anche due morti, mentre altri tre operai sono morti nello stesso modo a Mirandola in via 25 luglio. Nella cittadina emiliana sono decine i capannoni crollati. Le vittime sono decedute per il crollo di strutture che non erano state precedentemente danneggiati dalla scossa del 20 maggio. Non si esclude che ci siano persone ferite o rimaste intrappolate sotto le macerie. A Cavezzo, secondo quanto riferiscono i vigili urbani, sarebbero crollati diversi edifici e capannoni già lesionati dalla scossa delloscorso 20 maggio. I vigili del fuoco sono al lavoro nel polo industriale di San Felice sul Panaro per tentare di estrarre un operaio rimasto intrappolato. Allinterno di queste fabbriche si trovavano numerosi dipendenti che stavano tentando di riordinare i macchinari per ricominciare a lavorare dopo la scossa del 20 maggio. 

Sulla stabilità degli edifici produttivi interviene anche il neo presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: “Non è vero come si è letto nei giorni scorsi che sono crollati capannoni di carta velina: nel caso dell’industria della ceramica, erano signori capannoni, costruiti secondo tutti i crismi”.