L’ha uccisa per gelosia, ma soprattutto perché vestiva all’occidentale. Sarebbe questo, secondo i primi riscontri del Nucleo investigativo dei Carabinieri e della Procura di Piacenza, il movente dell’omicidio di Kaur Balwinde, l’indiana di 27 anni strangolata dal marito, Kabir Singhj. L’uomo, 36 anni, operaio in un’azienda agricola di Fiorenzuola d’Arda, incensurato, avrebbe strangolato la moglie, per poi gettarla nel fiume Po, una quindicina di giorni fa.

 

Il corpo della ragazza, che è affiorato dall’acqua nei pressi di Isola Serafini (Monticelli d’Ongina) è stato notato da un pescatore romeno che stava lavorando nella zona. 

Il marito, che era già stato interrogato nei giorni scorsi, era subito parso troppo tranquillo ai militari. Così, appena rinvenuto il cadavere, lo straniero è stato nuovamente interrogato, questa notte, in maniera decisamente più energica. Così, torchiato dagli investigatori, alla fine alle prime luci dell’alba ha ceduto e ha confessato l’omicidio. Molti dei dettagli che oggi sembrano portare direttamente al marito come responsabile, o comunque alla cerchia familiare, erano già emersi dopo che i carabinieri avevano fatto il primo giro di interrogatori. Elementi più formali che sostanziali – quelli resi noti finora – ma che rendono l’idea del contesto nel quale viveva la giovane uccisa.

 

Da parte della sua comunità, infatti, Kaur non sarebbe stata ben vista perché considerata “troppo occidentale”. La Balwinde è descritta più volte dai connazionali come una che “sorrideva troppo agli sconosciuti” o ancora “che sul luogo di lavoro aveva atteggiamenti eccessivamente confidenziali”. Ma l’aspetto sul quale si sono concentrati i militari è quello tra lei e il marito.

 

E’ noto che Kaur aveva deciso di separarsi dall’uomo (che sembra le fosse stato imposto dalla famiglia), circostanza che però l’avrebbe dovuta riportare in patria.

 

Ora che da anni viveva in Italia, la 27 enne, aveva forse trovato il coraggio di staccarsi da una cultura fatta di “caste” e regole tribali, alle quali però è dovuta comunque soccombere per colpa della violenza di un marito che non si dava pace temendo di perderla.

 

Ieri il suo cadavere è stato ritrovato verso le 17 e sul posto, oltre ai carabinieri, anche il medico legale Novella d’Agostini insieme al pubblico ministero Antonio Colonna che coordina le indagini. E’ stato possibile indentificarlo in tempi brevi grazie agli indumenti e all’orologio che la giovane aveva ancora indosso.

 

di Gianmarco Aimi