Questa mattina all’alba sono state arrestate diciannove persone, di cui dieci calciatori, nell’ambito dello scandalo sul calcioscommesse, che continua ad allargarsi. Un nuovo capitolo che vede coinvolto anche l’allenatore della Juventus Antonio Conte, per fatti risalenti a quando guidava il Siena. L’operazione odierna costituisce una nuova tranche dell’inchiesta che lo scorso dicembre ha portato alla cattura di 17 altri indagati.

Tra gli arrestati, tre ai domiciliari e per due l’obbligo di presentazione, è stata ordinata la custodia cautelare in carcere per il giocatore del Modena, Marco Turati, e l’obbligo di presentarsi alle forze dell’ordine per l’ex del Piacenza, Kewullah Conteh.

In tutto i provvedimenti eseguiti su ordine del tribunale di Cremona dagli uomini della Polizia di Stato di Cremona, Brescia, Alessandria, Bologna e del Servizio Centrale Operativo (Sco) sono 19: 10 di questi riguardano calciatori o ex calciatori di serie A, B e Lega Pro. Il gip Guido Salvini ha invece respinto l’arresto dell’attaccante del Genoa Giuseppe Sculli.

Inoltre la procura di Cremona ha contestato all’ex capitano del Bologna Fc e bomber della Nazionale, Beppe Signori, l’accusa di riciclaggio, in concorso con l’ex calciatore Luigi Sartor, un suo amico, Luca Burini, e il suo commercialista Daniele Ragone. Burini e Ragone sono stati posti agli arresti domiciliari. L’accusa nasce dalla movimentazione di denaro proveniente dalle scommesse attraverso una società di Panama. Signori e Sartor, invece, restano a piede libero in perché erano già stati arrestati nella prima tranche dell’inchiesta. 

 Dei 19 provvedimenti, 14 sono ordinanze di custodia cautelare in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 2 provvedimenti di obbligo di firma. In carcere sono finiti il capitano della Lazio Stefano Mauri, l’ex giocatore del Genoa e ora al Padova Omar Milanetto, Alessandro Pellicori (ex di Grosseto, Mantova, Torino e ora svincolato dal Queen’s Park Rangers), Paolo Domenico Acerbis (Vicenza), Ivan Tisci (ritirato da due anni, ma con un lungo passato in B e C), Marco Turati (Modena), Cristian Bertani (ex del Novara, ora alla Samp, capocannoniere dello scorso campionato di serie B) oltre a 5 cittadini ungheresi (Zoltan Kenesei, Matyas Lazar, Lazlo Schultz, Laslo Strasser, Istvan Borgulya) e a un italiano, Vittorio Gatti. Il giocatore del Pergocrema Inácio José Joelson è finito agli arresti domiciliari, mentre l’ex del Piacenza Kewullah Conteh e il calciatore del Padova (ex del Parma e della Nazionale Under 21) Francesco Ruopolo hanno l’obbligo di firma. Per altri due italiani, Luca Burini e Daniele Ragone, sono scattati i domiciliari.

 

Il capitano della Lazio, Mauri, così come l’ex giocatore del Genoa, ora al Padova Milanetto sono accusati di associazione a delinquere finalizzato alla truffa e alla frode sportiva. Secondo gli investigatori sia Mauri sia Milanetto erano disponibili, in cambio di denaro, a combinare gli incontri delle loro rispettive squadre. Sarebbero stati anche accertati diversi contatti tra i giocatori e gli esponenti dell’organizzazione criminale che gestiva l’operazione.

 

Circa trenta le perquisizioni che hanno coinvolto anche Antonio Conte, indagato per associazione a delinquere finalizzata alla frode e alla truffa sportiva. L’inchiesta ha scosso anche la Nazionale, in ritiro a Coverciano, dove la polizia ha eseguito altre perquisizioni.

 

Tra i calciatori coinvolti anche l’attaccante del Chievo Sergio Pellissier, indagato. Stamani la squadra mobile di Aosta, su mandato dei pm di Cremona, ha perquisito l’abitazione del calciatore a Fenis, mentre un’altra ispezione è avvenuta nella casa di Verona. All’interno della villa sono stati sequestrati computer, ipad e pennette usb che verranno messi a disposizione degli inquirenti.

 

Il gruppo degli ungheresi. Tra i destinatari delle ordinanze anche 5 cittadini ungheresi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i cinque facevano parte di una “cellula” che riferiva direttamente al boss dell’organizzazione criminale, il singaporiano Eng Tan Seet, arrestato già a dicembre. La cellula degli ungheresi si è di fatto sostituita al gruppo degli “zingari” – decimato dagli arresti dei mesi scorsi – per continuare nella manipolazione degli incontri dei campionati di calcio italiani. Gli investigatori hanno accertato diversi contatti tra i calciatori e gli emissari del gruppo, proprio in occasione di incontri da truccare. Secondo quanto accertatodall’inchiesta, i giocatori – per conto dell’organizzazione criminale transnazionale che fa capo a Singapore – avrebbero agito come referenti dell’associazione in Italia per la combine delle partite dei campionati di A, B e Lega Pro.