Inizia nel segno della speranza la settimana borsistica europea, con Piazza Affari in leggero rialzo e segno più per tutti i listini europei. Unica eccezione Madrid: la Spagna infatti si trova alle prese con la spinosa questione Bankia e la scorsa settimana si è vista declassare il giudizio su diversi istituti di credito da parte di Standard & Poor’s. I titoli di stato spagnoli sono di nuovo sotto pressione, con lo spread che sfonda i 500 punti e tocca il record storico dall’introduzione dell’euro nel 1999. Per quanto riguarda invece i titoli italiani, il differenziale btp-bund apre a quota 427 e poi si attesta a 436 punti. La settimana che si apre oggi offre diversi motivi di tensione per i mercati, da Atene che in attesa del voto spera di rimanere nell’euro, alle “pagelle” della Commissione Ue. E poi referendum sul Fiscal Compact in Irlanda.

Piazza Affari apre positiva con l’indice Ftse Mib in crescita dello 0,85 per cento a 13.266 punti per poi salire a +0,56 per cento. Avvio di contrattazioni col segno più anche per l’All Share (+0,83% a 14.234 punti). Partono bene anche le principali piazze finanziarie europee. Maglia rosa ad Atene che guadagna il 6,6 per cento, sulla scia dei sondaggi elettorali che danno vincenti i conservatori. A Francoforte Dax 6.423 (+1,31%); a Parigi Cac 3.087 (+1,27%); ad Amsterdam Aex 296,11 (+1,14%); a Londra Ftse 5.404 (+0,99%); a Bruxelles Bel 20 2.135 punti (+0,75%); a Lisbona Psi 20 4.672 punti (+0,63%). Unica piazza in rosso Madrid (-0,70%) che migliora di poco portandosi a -0,46 per cento, dove fa paura la situazione di Bankia che viene riammessa in Borsa e perde il 26,7 per cento. Il governo spagnolo potrebbe ricapitalizzare Bankia, che ha chiesto aiuti per 19 miliardi di euro, con titoli del debito pubblico. In pratica Bankia potrebbe ricevere bond governativi da usare come collaterale per ricevere prestiti dalla Bce. L’ipotesi proviene da fonti governative. Il ministero dell’Economia ha declinato ogni commento in proposito. Il quotidiano El Mundo di oggi scrive: “Il governo potrebbe chiedere aiuto al fondo europeo salva-stati Efsf per sostenere il sistema bancario profondamente in crisi”. Il giornale, citando una fonte governativa, sostiene che: “si tratta di una possibilità, nonostante al momento ogni ipotesi sia possibile”. Il governo spagnolo – ha sottolineato il quotidiano – potrebbe dover iniettare altri 30 miliardi di euro nel settore bancario fortemente esposto.

Le Borse europee verso fine giornata arretrano. Atene vola del 7%. Ma scendono sotto lo zero Milano che perde lo 0,52%, Madrid, Parigi e Francoforte. 

Il Tesoro italiano intanto ha collocato sul mercato tutti i Certificati del tesoro “zero coupon” (Ctz), quelli che non pagano interessi attraverso le cedole, con scadenza maggio 2014 per 3,5 miliardi. E’ il massimo ammontare prefissato, con rendimenti in deciso rialzo. Il tasso medio è salito al 4,037 per cento dal 3,355 per cento del collocamento di aprile. La domanda è scesa leggermente: 1,66 contro 1,80. Via XX Settembre ha anche venduto anche tutti i 750 milioni di euro di buoni del tesoro poliennali (Btp) indicizzati all’inflazione con scadenza 2016 e 2017. Sulla scadenza 2016 il tasso si è attestato al 4,39 per cento, mentre sulla scadenza 2017 è risultato al 4,60 per cento. Complessivamente il Tesoro oggi ha collocato titoli per 4,25 miliardi, il totale dell’ammontare previsto.

Per la Grecia, invece, arrivano segnali positivi dall’oceano Pacifico. Si chiude in rialzo la seduta sui listini asiatici dove gli indici rimbalzano dopo quattro giorni di calo. “Non ci sarà l’uscita dalla Grecia” dicono ora convinti i gestori e gli analisti guardando ai sondaggi e alla situazione politica in Grecia.