Nicolas Sarkozy? Da settimane si trova a Marrakech, in una lussuosa villa messa a disposizione dalla famiglia reale marocchina. E’ lì con Carla Bruni, la figlia Giulia, qualche amico. Ha abbandonato la politica (dice) e lasciato così il suo partito, l’Ump, alla deriva. In preda a una lotta intestina, a sole due settimane dalle legislative.

Sì, fra quindici giorni in Francia si ritorna alle urne, stavolta per eleggere i nuovi componenti dell’Assemblea nazionale. Vincerà ancora la sinistra? François Hollande, il neopresidente, potrà contare su una maggioranza parlamentare a suo favore? Se all’Ump, la formazione di centro-destra, erede del neogollismo, sorta di «balena bianca» in salsa francese, continuano a litigare sull’eredità del post-sarkozysmo, la gauche può ripetere il successo delle presidenziali. Dopo giorni di polemiche, sabato, oltre 500 fra dirigenti e candidati alle elezioni politiche dell’Ump si sono riuniti a Parigi. «Vi presentiamo oggi un insieme di leader. E non una lotta fra capi», ha sottolineato Roger Karoutchi, già sarkozysta di ferro, tentando di riportare la calma…

La sfida per il predominio sul partito è tra Jean-François Copé da una parte e François Fillon dall’altra. Che, va sottolineato, sabato a Parigi non si sono degnati neanche di uno sguardo. Copé, segretario generale dell’Ump, già vicinissimo all’ex presidente, è una personalità aggressiva e dal piglio un po’ parvenu. Fillon, fino a pochi giorni fa primo ministro, ha sempre mantenuto una certa distanza da Sarkozy: ha il look del classico borghese di provincia francese, moderato in tutto e per tutto. Al di là delle apparenze, comunque, le differenze sono sostanziali, fra un Copé, che rappresenta l’anima più destrorsa dell’Ump e che occhieggia costantemente (e in maniera ambigua) all’elettorato di Marine Le Pen, e uno come Fillon, che con quella «gentaglia» del Front National non ha niente da spartire: «democristiano» nell’animo e nei modi.

Nel prossimo ottobre si terrà il congresso dell’Ump, per la nomina del presidente del partito. Mentre nel 2016 si svolgeranno primarie “aperte”, come quelle organizzate dai socialisti l’anno scorso, per scegliere il candidato alle presidenziali del 2017. Ma, appunto, la battaglia è già iniziata, nonostante che l’appuntamento delle legislative dovrebbe consigliare prudenza e l’ostentazione di una certa unità. «Da quando Sarkozy se ne è andato, all’Ump non c’è più un leader naturale», ha detto Fillon venerdì al Figaro Magazine. Aggiungendo: «Ci sarà una competizione all’interno del partito e io vi prenderò parte». Rachida Dati, vicina a Copé, l’ha subito criticato, parlando di «coloro che persistono a dividere il partito unicamente per ragioni di carriera personale». Insomma, Fillon avrebbe dovuto aspettare, prima di parlare della sua sfida a Copé. Mentre Chantal Jouanno, come la Dati ex ministro di Sarkozy, ha ammesso di «stare dalla parte di Fillon», accusando Copé di «lasciar supporre, implicitamente o esplicitamente, la possibilità di un’alleanza con il Front National». E’ una scelta che potrebbe imporsi a breve, dato che le legislative si svolgono con un sistema maggioritario a due turni. E perché no al ballottaggio un asse Ump-Fn su candidati comuni?

«Non faremo mai un’alleanza con il Front National», ha invece detto Copé, al raduno di sabato, per rassicurare una parte delle truppe. «Ma al tempo stesso – ha precisato – nessuno mi toglie il diritto di rivolgermi a quei francesi che hanno votato l’Fn. E nessuno mi impedirà di parlare di immigrazione, sicurezza e delinquenza minorile». E’ chiaro che il divario fra Copé e Fillon ne riflette uno più profondo all’interno del partito: seguire la deriva dell’Fn o continuare a prenderne le distanze? L’ultimo sondaggio, realizzato tra i simpatizzanti dell’Ump da Tns Sofres, dà Fillon come il presidente del partito preferito al 44% mentre Copé si ferma a un misero 12%. Al congresso del prossimo ottobre, pero’, saranno gli esponenti dell’Ump a eleggere il nuovo leader. E Copé, che è già segretario generale, puo’ contare sull’appoggio di tanti dirigenti locali. Quanto alle legislative, ormai imminenti, secondo un’inchiesta di OpinionWay, al primo turno la gauche otterrebbe il 45% dei consensi, il 32% dei quali andrebbe ai socialisti (l’8%, invece, al Front de gauche, l’estrema sinistra). Il 31% voterebbe per l’Ump e il 16% l’estrema destra. Ps e Ump, malgrado i gravi conflitti all’interno di quest’ultimo, sono allo stesso livello. In un Paese dove, tradizionalmente, il cuore politico batte piuttosto a destra.