Si sono celebrati oggi pomeriggio i primi funerali delle vittime del terremoto: Leonardo Ansaloni, l’operaio di 51 anni rimasto ucciso dal crollo del capannone dove stavano lavorando, nei forni della Ceramiche Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, e di Gerardo Cesaro, 55 anni, travolto dal cedimento del tetto della fonderia di alluminio Tecopress, sempre a Sant’Agostino, dove stava svolgendo, come le altre vittime del terremoto, il turno di notte.

Le esequie di Ansaloni sono state celebrate al centro sportivo comunale di Bondeno perché tutte le chiese della zona sono inagibili. La città intera si è stretta sotto il sole per salutare un’ultima volta un uomo, la cui scomparsa “è senza un perché”, ha detto il parroco di Bondeno che ha celebrato la funzione, Monsignor Marcello Vincenzi. Al centro del campo da calcio, dove il comune ha fatto allestire una piccola area per la funzione, si sono radunate più di 200 persone accanto ai genitori Aires e Rossana, alla moglie Gloria e ai figli, Eleonora e Nicolò. Che al funerale ha chiesto “allegria per il papà” e ha voluto far volare dei palloncini colorati, bianchi, azzurri, rosa e lilla. Una funzione celebrata, ha ricordato monsignor Vincenzi, anche per Gerardo Cesaro, “così come per tutte le persone che hanno perso la vita in questo terremoto”. Una ferita che ha segnato profondamente i piccoli comuni emiliano romagnoli, oggi, nel ferrarese, fermi a ricordare chi quella notte non l’ha superata. Colpiti da uno sciame sismico che sembra non avere fine, “così come non ha fine il nostro dolore” ha detto il parroco.

Bondeno, come molte altre città del territorio, non è rimasta indenne alle scosse di terremoto che in questi giorni continuano a far tremare la terra, e la popolazione. Qui, racconta il sindaco Alan Fabbri, intervenuto a esprimere il cordoglio del comune ai familiari di Ansaloni, “solo dalle sette di ieri sera abbiamo ricevuto più di 2000 segnalazioni di danni e abbiamo eseguito 45 ordinanze per case inagibili, evacuando altre 60 famiglie a causa della ciminiera, la cui struttura è instabile. Oggi alle 17.00 verrà abbattuta”. Nei centri di assistenza locali sono oltre 300 le persone accolte, che si sommano alle 50 famiglie ospitate nelle strutture alberghiere, che hanno messo a disposizione numerose stanze per dare rifugio agli sfollati. “Stiamo andando avanti – ha aggiunto il sindaco –aspettiamo una risposta del governo per poter lavorare alla ricostruzione della parte residenziale, duramente colpita, e al riavvio delle attività produttive. Ci sono 15.000 persone senza lavoro, speriamo che arrivi presto, e ci venga riconosciuto il diritto alla ricostruzione”.

Nonostante tutto il lavoro da fare, però, la città unita ha partecipato al funerale per porgere l’ultimo saluto all’operaio bondenese, “una persona solida, di grande cuore – ha detto mons. Vincenzi durante la cerimonia – mancata sul lavoro, in quell’impegno necessario per essere il sostegno della sua famiglia”.

Un ricordo, ha sottolineato il parroco, “che da Leonardo va a tutti coloro che in queste circostanze  ci hanno lasciato, mentre svolgevano la propria professione”. Alla cerimonia, oltre a vigili del fuoco, sopraintendenza e protezione civile, hanno presenziato anche il sindaco di Sant’Agostino, Fabrizio Toselli, l’assessore alle Attività produttive di Bondeno Simone Saletti, la senatrice del Partito Democratico Maria Teresa Bertuzzi, il Prefetto di Ferrara Raimondo Provvidenza, e i proprietari delle Ceramiche Sant’Agostino, Ennio e Mauro Manuzzi. Il presidente della repubblica Giorgio Napolitano ha inviato dei fiori.

Le esequie di Gerardo Cesaro, invece, si sono svolte, sempre nel pomeriggio, a Marmorta di Molinella, dove viveva con la famiglia, la moglie e due figli. “Non si era mai tirato indietro davanti al lavoro – l’hanno ricordato gli amici dell’operaio di origini napoletane, di Sant’Antimo, sul Mattino – nemmeno quando il lavoro lo ha portato lontano da casa. Si era trasferito al Nord da trent’anni ma continuava a mantenere rapporti stretti con la città d’origine, anche se le visite, negli ultimi tempi, si erano rarefatte E’ morto nel crollo del capannone dell’azienda dove lavorava, la Tecopress. E’ stata l’ultima delle vittime ad essere recuperata. Si era attardato per mettere in sicurezza i macchinari. Quel ritardo, dovuto all’attaccamento al lavoro, gli è stato fatale. Alla notizia della morte, su Sant’Antimo è calata una cappa di dolore. Amici e parenti lo ricordano come un lavoratore serio e una persona gioviale e stentano a credere a ciò che è accaduto”. “La scomparsa di Gerardo Cesaro ci addolora” ha detto invece il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, “la nostra profonda vicinanza e solidarietà alla moglie e ai figli”. Il feretro dell’operaio è arrivato coperto di fiori bianco azzurri legati da una sciarpa del Napoli, di cui era grande tifoso.

Lunedì, invece, alla Sacra Famiglia di S.Martino si svolgeranno i funerali di Nicola Cavicchi, 35 anni, l’altro operaio che ha perso la vita sotto il capannone delle ceramiche S.Agostino, che quella notte non avrebbe dovuto essere al lavoro, ma aveva sostituito un collega in malattia. Sempre per lunedì, nella chiesa di San Carlo sono previste anche le esequie di Nevina Balboni, la signora di 102 anni morta a causa dei crolli verificatisi nel suo casolare di campagna, in via Canale Angelino a S.Agostino. La salma di Tarik Naouch, il ventinovenne di origini marocchine morto nel crollo di una parte dei capannoni della Ursa, la fabbrica di Bondeno, è già rientrata in Marocco. Il governo di Rabat ha deciso, inoltre, di rispondere alle richieste di aiuto provenienti dalla comunità marocchina dell’Emilia Romagna, inviando aiuti e preparando alcuni voli charter per rimpatriare le famiglie terremotate che da giorni dormono in auto o nelle tende per l’inagibilità delle loro abitazioni. Fonti dell’ambasciata marocchina a Roma fanno sapere che nei prossimi giorni saranno pronti alcuni voli charter che partiranno dall’aeroporto di Bologna diretti a Casablanca per i terremotati. Nei giorni scorsi infatti l’ambasciatore del Marocco in Italia, Hassan Abouyoub, ha visitato le zone colpite dal sisma, e in particolare Finale Emilia, in provincia di Modena, portando aiuti e generi alimentari e ricevendo richieste di aiuto dei suoi connazionali, che gli hanno chiesto di poter rientrare in patria.