Recentemente i fatti di MACAO a Milano, fra le molte altre polemiche, hanno portato alla ribalta le problematiche legate agli spazi dimessi e alla necessità di recuperarli per restituirli alla collettività come luoghi di incontro, di partecipazione civile e produzione artistica.

Noi di TV Popolare crediamo fermamente che è negli spazi pubblici, terreno di condivisione e scambio, che si scriva la storia di una comunità, che si ordisca e trami quel tessuto sociale che è alla base della collettività, del bene comune.

Partendo da queste riflessioni  vogliamo parlarvi del nostro incontro con una start up web dedicata proprio agli edifici abbandonati, [im]possible living – di cui anche il Fatto Quotidiano si è occupato – e che con la sua proposta, ambiziosa, vuole proporre una riflessione sul valore civile e sociale, oltre che architettonico, della pratica critico-selettiva del paesaggio che ci circonda. [im]possible living nasce nel 2010 dall’idea di Andrea Sesta, ingegnere, e di Daniela Galvani, architetto, e ha l’obiettivo di creare una mappa degli edifici abbandonati in Italia e nel mondo attraverso un applicazione web e di proporre, seguire ed organizzare progetti di recupero.

Abbiamo incontrato Daniela Galvani durante la settimana del Salone del Mobile di Milano 2012 alla Cascina Cuccagna, in cui [im]possible living ha proposto una serie di incontri e dibattiti per presentare il proprio processo di riqualificazione degli edifici abbandonati, e le abbiamo chiesto di conoscere meglio il progetto. La vocazione di [im]possible living è di creare il punto di riferimento sul tema dell’abbandono degli edifici nel mondo, cercando di far sviluppare una nuova coscienza che provi a rimettere in moto il meccanismo di riqualificazione di questi oggetti dimenticati.”

Cosa significa dare nuova vita ad uno spazio abbandonato?
Ci sono vari modi per ridar vita ad un luogo abbandonato. Si passa dal minimo intervento, come quello che abbiamo realizzato nel 2011 per il Fuori Salone, sulla Ex Casa degli artisti di Brera, con il flash mob, a progetti di riqualificazione complessiva in modalità crowdfunding, come Cascina Cuccagna a Milano ri-destinando alla città, dopo un restauro totale, questo luogo preziosissimo. Una delle peculiarità del progetto è l’interazione con il pubblico, attraverso il sito, progettato in modalità Wiki, è possibile contribuire alla mappatura degli edifici abbandonati. Se Wikipedia è un enciclopedia del sapere generata dall’aiuto di tutti gli utenti, [im]possible living vuole diventare il punto di riferimento sull’abbandono per trovare soluzioni di riqualificazione possibili. Il sito, online dallo scorso dicembre, ha già raccolto oltre 400 segnalazioni di edifici.

Dopo questa mappatura cosa succede? 
Per questioni di budget, non è stato possibile fin dall’inizio – visto che al momento autofinanziamo il nostro lavoro – sviluppare completamente la tecnologia di tutto il processo. Oggi è possibile solo vedere una mappatura, ma a  breve, si potranno esprimere i propri bisogni rispetto all’edificio segnalato e ci si potrà candidare come responsabile della riattivazione in tutte le sue forme e innescare, in questo modo, il processo di riabilitazione di quel luogo. La fase di riqualificazione degli spazi sarà possibile grazie ad un prezioso network di professionisti, coinvolti nell’ambito universitario e privato, fatto di architetti, artigiani, sociologi, antropologi, ingegneri, economisti e tutte le figure che possono migliorare il progetto in modo attivo e concreto. Ma questa fase è chiaramente complessa e necessità di tempo e risorse anche nell’ambito istituzionale, e già alcune amministrazioni si sono dimostrate interessate alle proposte e alla richiesta di collaborazione.

Sostenete che il recupero sistematico del degrado sia la vera strada per costruire un mondo sostenibile. Cosa significa?
Crediamo che la vera strada sia l’equilibrio, la moderazione delle cose. Nel nostro campo non si può continuare con un consumo di suolo così agguerrito senza guardare a cosa ci lasciamo sulla strada. Se in Italia ci sono oltre 2 milioni di edifici abbandonati dobbiamo fare qualcosa in maniera equilibrata per prendercene cura, riusarli e magari costruire meno. Bisogna che ci sia moderazione nel vivere, dobbiamo rispettare le generazioni passate, quello che ci hanno lasciato, e le generazioni future, creando un mondo più vivibile, stimolante, migliore.
[im]possible living oltre a ridare vita concretamente agli edifici dimenticati, vuole contribuire alla creazione di una consapevolezza nuova, che faccia riflettere sulla fisionomia dei luoghi che abitiamo e sulla funzione sociale degli spazi e della loro organizzazione, una visione popolare.