Il voto amministrativo ci consegna la fotografia di un paese frantumato, un’Italia che si è astenuta massicciamente al 50% non era mai avvenuto in elezioni comunali, sicuramente una parte rilevante dell’elettorato moderato e di destra che ha certificato il fallimento definitivo di Berlusconi e Bossi (e non ha creduto minimamente a Maroni) ma non solo, in quest’astensione c’è l’Italia che implode, i disoccupati, gli imprenditori che falliscono, i pensionati al minimo che non ce la fanno più, una società che sprofonda.

Il centro sinistra è tornato a vincere al nord, non è una cosa da poco ma non basta: nelle grandi concentrazioni urbane, nelle città metropolitane i candidati vincenti del centrosinistra, sono espressioni di posizioni politiche autonome e non inquadrabili nei partiti del centrosinistra, Palermo, Genova, dopo Milano e Cagliari, per non dimenticare Napoli.

Nelle roccaforti emiliane, il movimento cinque stelle di Grillo ha scompaginato a Parma e a Comacchio, ha rischiato di vincere a Budrio, il terremoto di questi giorni non è solo fisico, Nel cuore della regione patria del riformismo socialista antico e del liberalismo democratico di oggi, il Pd subisce due pesanti sconfitte a parma e Comacchio e mantiene il Comune di Budrio per “grazia ricevuta”.

Sembra che questo partito non riesca a compiere più un’analisi politica seria del suo stato reale dei suoi rapporti con le trasformazioni sociali, un’ostentazione forzata di successo, non ci faremo “rubare la vittoria” ha detto (intendendo rubare la scena della vittoria) ha detto Bersani nella conferenza stampa la sera dei risultati, e giù a dire che il centrodestra è morto che il PD è un grande partito, si che c’è qualche problema, ma siamo il primo, ha detto quasi il solo partito, qualcuno può pensare l’ultimo dei partiti prima della tempesta finale…….

E poi i candidati vincenti e gli sconfitti, quelli del Pd azzimati, imbustati nei loro volti scolpiti dagli anni o dalle carriere politiche usurate (come l’improbabile candidato sindaco dandy di Palermo, inopinatamente scelto e sostenuto contro Rita Borsellino per essere poi sconfitto brutalmente da Orlando), esercito di riservisti, particolare il candidato di Parma, un volto e uno stile d’altri tempi, per non parlare di quello di Comacchio che forse nemmeno la famiglia l’ha votato.

I grillini sono giovani, freschi, vengono fuori dalla rete e dai banchetti, sì ma sono soprattutto l’espressione di un’altra Italia, di quella che vive nella crisi, ragazzi giovani e semplici alle prese con la loro esistenza, in un’esperienza nuova piena di promesse e d’incognite, vedremo nell’esperienza concreta se sapranno rispondere alle attese di chi gli ha dato fiducia.

Una classe politica fuori tempo mantiene le leve del comando di un Paese che arranca, le cose non vanno meglio a sinistra del Pd, divisioni, frantumazioni, inconciliabili contrasti impediscono un processo unitario e ad una parte rilevante dell’opinione pubblica, di avere una rappresentanza all’altezza delle aspettative

Il dato saliente di queste elezioni è ancora l’assenza della politica vera, di quella che si costruisce con la gente, vicino ai loro problemi, nelle lotte per i diritti, per il lavoro che manca, la politica come costruzione di una concezione diversa della società, come visione critica dell’esistente, capacità di indicare un cambiamento nelle piccole come nelle grandi cose, la politica che da speranze e non paternalistiche raccomandazioni .

Quando ancora dovremo attendere per il risveglio?