In silenzio davanti ai giudici, loquace con i giornalisti. Luca Risso, il compagno di Ruby e padre della bimba che la giovane marocchina ha avuto qualche mese fa, si è avvalso della facoltà di non rispondere al processo in cui Silvio Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile. Dopo una breve camera di consiglio, i giudici della IV sezione penale di Milano, davanti ai quali si celebra il processo all’ex presidente del Consiglio, hanno infatti deciso che l’uomo è testimone-indagato in procedimento connesso, circostanza che gli dà per legge la possibilità di non rispondere alle domande in aula. Risso risponde a Genova del reato di pedopornografia minorile perché furono trovati dei filmati in suo possesso in cui la giovane marocchina simulava atti sessuali nel locali gestito dallo stesso Risso.

“Ruby sta bene – ha detto Risso ai cronisti, lasciando il Tribunale – ora è con la nostra bambina, Sofia, che ha cinque mesi. Non so quando verrà in aula a testimoniare. I suoi progetti? Chiedeteli a lei” risponde l’uomo. Il compagno della marocchina, che fu spacciata per la nipote dell’ex presidente egiziano Mubarak per permetterle di lasciare gli uffici della Questura di Milano tra la notte del 27 e del 28 maggio 2010, ha poi spiegato di non avere mai visto e non conoscere i genitori della ragazza che erano convocati a testimoniare nell’udienza di oggi e non si sono presentati.  Ruby si presenterà in aula “quando la convocheranno, penso proprio di sì”, si è limitato a dire. Karima El Marough, che è stata considerata parte lesa nel processo da parte della Procura di Milano ma non si è mai costituita parte civile, “è ansiosa di venire a parlare in aula perché è molto arrabbiata e forse è stata manipolata” continua Risso rispondendo alle domande dei giornalisti. “Da chi è stata manipolata? Non lo dico, perché non voglio venire qui in un’altra veste rispetto a quella di testimone – ha spiegato Risso. La verità sta emergendo. Ruby è una brava ragazza e lo sta dimostrando, è il contrario di quella che appare. Con Silvio Berlusconi non ha avuto nessuna relazione sessuale“. 

Di certo è che Ruby Rubacuori ad Arcore c‘è stata come accertato dalle indagini. E cosa avvenisse all’interno già molti testi lo hanno raccontato. E anche chi era fuori lo poteva immaginare. Dalle vetrate illuminate di villa San Martino “vidi che passavano, all’interno, due ragazze in baby doll rosso” racconta Luigi Sorrentino, brigadiere capo, per tre anni scorta di Emilio Fede. Era la notte del 14 febbraio del 2010, una delle serate in cui Ruby per la Procura di Milano era presente, e  si ricorda bene delle due ragazze viste passare semi-nude mentre fuori faceva molto freddo. Sorrentino ha riferito di aver scortato più volte Fede ad Arcore, sempre la sera tardi, tranne una volta “a Natale, quando accompagnò l’ex direttore del Tg4 al pranzo della famiglia Berlusconi. Spesso, dichiara il militare “Fede viaggiava con un paio di ragazze. Erano nella sua auto, noi lo seguivamo”. Che dentro la villa “c’era del movimento, lo si vedeva”. Ma di più, oltre alla visione delle due giovanissime in baby doll, Luigi Sorrentino non ha visto. Poi, nell’aprile del 2010, ha smesso di fare la scorta a Fede in seguito ad una discussione che aveva avuto “perché una sera lo abbiamo atteso in auto mentre lui era al ristorante, perché fuori pioveva e faceva freddo. Lui avrebbe voluto che lo aspettassimo in piedi sotto la pioggia”.

Quello che non ha visto il carabiniere lo ha raccontato poco dopo in aula Natasha Teatino, anche ospite ad Arcore e teste nel processo. La donna racconta che Berlusconi avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento “con più ragazze”. La testimone ha raccontato di essere stata a Villa San Martino il 6 gennaio 2011 e di non essere mai più tornata nella residenza dell’ex premier perché “altre ragazze avevano ricevuto una busta e io no”. Secondo la “dispiaciuta” Natasha Aris Espinoza “aveva avuto rapporti sessuali a pagamento con Berlusconi”. Un fatto che la stessa Aris, che quella sera l’aveva portata a Villa San Martino, aveva spiegato a Natasha. “Pagava l’affitto di casa non con i suoi soldi ma con quelli di Silvio Berlusconi” ha poi aggiunto.