Vorrei rispondere ai numerosi commenti suscitati dal mio ultimo post Fukushima, un appello da sottoscrivere e diffondere. Non posso ovviamente rispondere a tutti, ma vorrei offrire ulteriori elementi di riflessione.

1) A chi obietta che se se ci si oppone al nucleare si spalancano le porte agli inceneritori mi permetto di ribadire che il ragionamento non regge: l’incenerimento dei rifiuti – senza considerare i rischi per la salute – non è fonte di energia, ma, in un bilancio energetico complessivo, rappresenta uno spreco sia di materia che di energia. Infatti il riciclaggio permette un risparmio di energia nettamente superiore (3,5 volte) a quello realizzabile con la “termovalorizzazione”: per l’esattezza già nel 1996 è stato dimostrato che l’energia “risparmiata” gestendo una onnellata di rifiuti con la termovalorizzazione è Kcal 1.193.000 , col riciclaggio 4.234.000 (R.A. Denison, 1996). Del resto, del tutto recentemente, il parlamento dell’Ue nell’ambito del Settimo programma sull’Ambiente, scrive che la Commissione deve prevedere ”obiettivi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio più ambiziosi, tra cui una netta riduzione della produzione di rifiuti, un divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati”. Oggi la possibilità di recuperare al 100% anche frazioni difficili quali pannoloni /pannolini e simili è ormai realtà.

2) Forse non tutti sanno che in Italia c’è abbondanza di potenza elettrica rispetto alle esigenze della domanda: a fine 2008 (ultimi dati ufficiali disponibili da Terna) la potenza elettrica efficiente netta installata in Italia era di 98.625 MW (102.336 MW lordi) e nella sua punta massima (ore 12 del 26 giugno) nel 2008 ha impegnato 55.292 MW (la massima storica, nel giugno 2007, è stata di 56.822 MW). Il problema è semmai da un lato riconvertire le fonti più inquinanti per evitare i gravissimi danni alla salute e all’ambiente che centrali a carbone, olio combustibile ecc. procurano e dall’altro migliorare il più possibile l’efficienza e il risparmio energetico.

3) I rischi per la salute da impianti nucleari non provengono solo da incidenti nucleari, ma anche da impianti  normalmente funzionanti:  nel 2008 lo studio KiKK (Kinderkrebs in der Umgebung von Kernkraftwerken = tumori infantili nelle vicinanze di impianti nucleari) ha rilevato un incremento di 1.6 volte dei tumori solidi e di 2.2 volte delle leucemie tra i bambinidi età al di sotto dei 5 anni residenti entro 5 km da tutti gli impianti di energia nucleare in Germania. Lo studio ha suscitato un ampio dibattito in Germania ma ha ricevuto scarsa attenzione altrove. Eppure si è trattato di uno studio caso-controllo importante, per una serie di motivi. Primo: ha esaminato tutti i tumori insorti attorno a tutti i 16 reattori nucleari tedeschi tra il 1980 e il 2003. Secondo: è stato uno studio indipendente, commissionato dall’Agenzia per la radioprotezione del Governo Federale Tedesco. Terzo: la validità dei suoi risultati è stata ammessa dallo stesso Governo, che ha però concluso che lo studio non è stato in grado di fornire delle plausibili ragioni biologiche, in quanto le attuali conoscenze di epidemiologia e radiobiologia non consentono di concludere che le radiazioni ionizzanti emesse delle centrali possano essere la causa. Ma proprio per questo, rispondo io esiste il Principio di Precauzione!

4) Per chi chiede i riferimenti e ulteriore documentazione circa l’appello su Fukushima segnalo:

Secret documents prove global cover up of continued Fukushima radiation pollution

Economist,  The dream that failed Nuclear power will not go away, but its role may never be more than marginal, says Oliver Morton

Asahi poll: 80% distrust government’s nuke safety measures

Kyodo News, Nuclear power post-Fukushima: From slow decline to crash cours By Mycle Schneider

34-meter tsunami may hit Japan after megaquake: report 

In light of further nuclear risks, economic growth should not be priority

Japan Tallies Upheaval’s Toll By Yuka Hayashi

Kyodo –  Radiation expert takes on red tape in disaster zone

La Tepco ammette il rilascio di altre 12 tonnellate di acqua contaminata Fukushima: alta radioattività in mare, ma sotto i livelli massimi ammessi Campagna internazionale di campionamento condotta lo scorso giugno da 30 a 600 km dalla centrale

The Japan Times: The Titanic and the nuclear fiasco

In corridors of power, tide turns on nuclear-free Japan 

En visite à la centrale nucléaire, le sénateur Wyden confirme que la situation à Fukushima est très préoccupante et qu’elle nécessite l’aide internationale

No choice but to decommission Hamaoka nuclear plant

Peut-être y a-t-il quelqu’un pour faire parvenir ce témoignage à notre ingénieur télécom spécialisée en politique énergétique…

Tomari, Tsuruga nuke plants at risk of stronger than expected quakes

Fukushima: A Nuclear War without a War: The Unspoken Crisis of Worldwide Nuclear Radiation by Prof. Michel Chossudovsky

Kyodo – Gov’t to decide whether to keep reprocessing spent nuclear fuel

Doomsday scenarios spread about No. 4 reactor at Fukushima plant