L’uomo ripreso nel video è il presunto autore dell’attentato della scuola Falcone-Morvillo di Brindisi che è costato la vita a Melissa Bassi. La giornata convulsa di ieri, con l’interrogatorio del fratello di un sospettato, terminata con un nulla di fatto non impedisce oggi al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri di mettere alcuni punti fermi delle indagini. Innanzitutto: a prescindere da movente e modalità tecniche, l’attentato è definito terroristico e questo già era emerso nei giorni scorsi quando i magistrati avevano “caricato” il reato di strage dell’aggravante di finalità terroristica. Secondo: l’uomo nel video è il presunto esecutore dell’esplosione. 

Il ministro, durante un’informativa alla Camera, esprime a nome del governo “ferma condanna” per il vile atto “che lascia sgomenti perché per prima volta in Italia sono stati colpiti studenti mentre si recavano a scuola, luogo simbolo della convivenza civile. La risposta del Paese è stata forte, corale e unitaria”. La Cancellieri evidenzia poi “la ferma reazione degli studenti brindisini che hanno dato un esempio di altissimo valore civico e morale, ripresentandosi regolarmente alle lezioni senza cedere alla paura. E’ un invito alla speranza, tanto più bello e significativo anche per le drammatiche circostanze che lo accompagnano”.

Poi il punto sulle indagini. “Indipendentemente dall’accertamento dell’effettiva matrice, che mi auguro possa avvenire già nelle prossime ore – ha spiegato – non vi è dubbio che l’attentato di Brindisi, per il gravissimo e diffuso allarme che ne è seguito, possa prestarsi a una lettura in chiave terroristica”, visto che “se ancora non conosciamo il movente e la mano, sicuramente l’effetto scaturito dall’evento è stato terroristico, nel senso pieno e letterale del termine”. Le indagini sono in corso, prosegue il ministro, per individuare il responsabile dell’attentato e per comprendere se abbia avuto dei complici”. Nel pomeriggio il ministro ha poi confermato che non c’è ancora nessun indagato e che “sarà compiuto ogni sforzo perassicurare i colpevoli di questo ignobile gesto alla giustizia e nessuna energia verrà risparmiata”.

Ancora oggi per il Viminale “nessuna pista può essere esclusa”. “Nell’immediatezza – sottolinea il ministro Cancellieri – alcune circostanze, come ad esempio il fatto che l’esplosione sia avvenuta nei paraggi di un edificio scolastico che porta il nome di Francesca Morvillo, magistrato e moglie del giudice Giovanni Falcone, entrambi vittime della strage di Capaci consumatasi proprio vent’anni fa, hanno richiamato alla memoria eventi di passate stagioni che scossero profondamente il Paese”.

Secondo la ricostruzione del ministro dell’Interno “l’analisi dei filmati della telecamera posizionata sul chioschetto prospiciente l’Istituto professionale permetteva di individuare distintamente, in corrispondenza con l’orario dell’attentato, un uomo che sembra intento ad azionare un telecomando”. “L’ipotesi degli investigatori – conferma quindi la Cancellieri – è che si tratti della stessa persona che ha provocato l’esplosione, in quanto, nella sequenza, le immagini consentono di percepire prima un tremolio e subito dopo una nube di fumo. Il soggetto si defilava, infine, dietro il chioschetto per poi dirigersi verso una via adiacente, scomparendo dall’inquadratura delle telecamere”.

Infine l’analisi sull’ordigno e sul contenitore dell’immondizia utilizzato per l’esplosione. “Dai primi rilievi svolti – spiega il ministro – risulta che l’ordigno, utilizzato nell’attentato, era stato confezionato con bombole di gas, attivate da un sistema d’accensione elettronico ed occultato all’interno di un cassonetto in plastica che, secondo alcune testimonianze, sembra essere stato collocato sul luogo dell’ esplosione fin dalle prime ore della stessa mattina del 19 maggio”. Il cassonetto, ha osservato, “è risultato, peraltro, di tipo diverso da quelli utilizzati dalla ditta che gestisce il servizio della raccolta rifiuti nel comune di Brindisi. Personale tecnico specialistico della Polizia di Stato e dei carabinieri del Ris procedeva al sequestro dei reperti balistici per le successive conseguenti analisi di laboratorio, finalizzate all’individuazione della tipologia di ordigno”.