Dopo una partenza debole, le Borse europee sono positive sulla scia del G8 di Camp David. I paesi più avanzati hanno detto che il loro “imperativo è promuovere la crescita e l’occupazione”. Tuttavia la Germania sembra non voler rinunciare all’austerità. Londra avanza dello 0,64%. A Milano il Ftse mib in perdita a -0,28% e risente dello stacco delle cedole. Il Dax di Francoforte sale dell’ 1,08% e il Cac di Parigi dello 0,82%. Giù dello 0,11% Madrid, Bruxelles e Atene.

A Milano lo spread a pochi minuti dall’avvio delle contrattazioni tocca i 437 per poi scendere a 436 punti base con il rendimento a 10 anni al 5,75%. In controtendenza l’indice Star che segna +0,35% a 10.032 punti. 

A metà seduta gli scambi, che si concentrano soprattutto sul comparto bancario, sfiorano a Piazza Affari gli 890 milioni di euro con Banco Popolare che registra un rialzo a due cifre (+11,65% a 0,972). I rimbalzi riguardano l’intero comparto: Ubi banca guadagna il 7,58% a 2,30 euro, seguito da Bpm a 0,355 (+5,97%), Mps a 0,214 (+1,52%) e Intesa Sanpaolo a 1,012 (+1,45%). Rialzi frazionali per Bper (+0,90% a 3,598) e Unicredit (+0,41% a 2,442), mentre Mediobanca cede lo 0,27% a 2,954 euro. In spolvero Fiat (+5,43% a 3,532 euro), dopo le ultime notizie su possibili incentivi auto da parte del governo. Bene anche il resto della galassia Agnelli con la holding Exor a 15,64 euro (+0,97%) e Fiat Industrial in progresso dell’1,22% a 7,48 euro. Maglia nera, invece, per Diasorin che cede il 3,83% a 20,36 euro, in flessione anche Enel (-1,19% a 2,334) ed Eni (-1,10% a 15,24). Ribassi frazionali, tra gli altri, per Snam, Terna, Enel gp, Finmeccanica e Generali. Sull’All Share occhi ancora puntati sulla scuderia Ligresti, dopo la decisione di riaggiornare i lavori assembleari al prossimo 12 giugno, in attesa di “un intesa sui valori economici della prospetta fusione con Unipol”, nonchè del pronunciamento a breve della Consob in merito all’esenzione dell’obbligo di Opa per il gruppo assicurativo bolognese. La holding Premafin è sostanzialmente stabile a 0,162 (-0,06%), mentre Milano Assicurazioni quota a 0,229 euro (+1,68%) e Fonsai cede l’1,88% a 0,939. In progresso Unipol che guadagna lo 0,74% a 19,14 euro.

Oggi sono 24 le società che distribuiscono dividendi (complessivamente 5,5 miliardi). Tra queste Eni (+0,06%), Telecom (+1,40%) e Snam (-0,31). Vola Banco Popolare Milano (+7,16%) che venerdì ha annunciato di aver ricevuto l’ok dall’organo di vigilanza per adottare i propri modelli interni ai fini della misurazione dei rischi di credito e di mercato. Il suo Core Tier 1 pro-forma risulterebbe al 9,4% chiudendo quasi totalmente il gap rispetto ai livelli patrimoniali obiettivo suggeriti dall’Eba. Sugli scudi anche Ubi Banca (+8,4%), Fiat (+6,3%) e Mediaset (+3,32%). In progresso Bper a 3,68 (+3,20%) e Mps a 0,212 (+2,37%). Rialzi oltre il punto percentuale per Unicredit (+1,03%) e Intesa Sanpaolo (+2,26%).

Chiusura positiva per le piazze finanziarie cinesi. A Shanghai il Composite Index archivia la seduta a 2.348,30 punti (+0,16%), mentre a Shenzhen il Component Index guadagna lo 0,75% a 9.977,56 punti.