LESA (Novara) “È stata una settimana di merda”. Alla fine la sintesi perfetta della settimana più nera per la Lega Nord l’ha data proprio Umberto Bossi. Sabato sera il Senatùr si è presentato ad una cena con la sezione locale di Lesa, un pittoresco paesino in provincia di Novara, sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, dove ha anche detto: “non ci uccideranno”, rispondendo così a chi, come Rosi Mauro, nelle scorse ore aveva dato per morta l’esperienza leghista.

Bossi è arrivato al ristorante passando dal retro, nel tentativo di aggirare l’assalto dei giornalisti, che lo attendevano davanti all’ingresso. Nulla da fare. Alla fine ha dovuto rispondere alle domande dei cronisti, rompendo il silenzio che durava ormai da qualche giorno. Il vecchio leader leghista è apparso affaticato, ma ha trovato comunque la forza di difendere i figli. Il 16 maggio anche Renzo e Riccardo Bossi sono stati raggiunti da un avviso di garanzia per appropriazione indebita. Secondo l’accusa avrebbero infatti utilizzato i fondi del partito a scopi privati, per pagarsi titoli di studio e molto altro, un flusso continuo di danaro per un ammontare di circa 5mila euro al mese. Bossi ha detto comunque di non credere alla tesi della super paghetta: “Quello non è vero – ha detto – l’errore è stato quello di far entrare in politica dei ragazzi troppo giovani, facilmente raggirabili”. All’occhio del padre Renzo e Riccardo non possono essere dei ladri, tutt’al più dei sempliciotti.

Secondo Bossi, poi, la bufera sulla Lega “passerà”, ribadendo che “la Lega sta lottando per la libertà della padania, la libertà della nostra gente. Certo poi lo Stato cerca di colpirci, però non cederemo fino alla libertà”. Il presidente del Carroccio è tornato anche sulla candidatura di Maroni alla segreteria federale, dicendo di essere d’accordo. Bossi ha poi ribadito di non voler mollare: “ci sarò nei giorni in cui si festeggerà in tutte le piazze la libertà della Padania”.

Ai tavoli del ristorante Lago Maggiore sono arrivati anche Roberto Cota e Mario Borghezio. Proprio quest’ultimo ha continuato a rilasciare dichiarazioni polemiche verso il nuovo corso della Lega, sulla scia di quelle già pronunciate nei giorni scorsi. Un vero e proprio monito a Roberto Maroni, affinché non dimentichi le istanze indipendentiste della Lega e continui a portarle avanti con convinzione.

“Quando le cose vanno bene è tutto facile – ha detto l’europarlamentare -, quando si ha il mondo contro bisogna stare in piedi, resistere e dimostrare di essere quello che abbiamo sempre detto. Abbiamo sempre detto che ce lo abbiamo duro e questa è una situazione nella quale bisogna dimostrarlo. Facendo pulizia come dice Maroni, però continuando a combattere, non è che siamo diventati spazzini, siamo e dobbiamo restare guerrieri”. E su Bossi ha detto: “E’ un uomo di lotta e quindi non mollerà mai. Tutti noi, a cominciare da Maroni abbiamo ancora bisogno di Bossi”.