Per mafiosi e terroristi lo Stato non spenderà più un euro in pensioni e assegni di indennità. Gli assegni saranno revocati qualora derivino da “rapporti di lavoro fittizi a copertura di attività illecite”. Questo è quanto prevede un emendamento della Lega Nord al disegno di legge sul lavoro approvato in commissione al Senato. Inoltre è previsto che una volta scontata la pena, la persona condannata potrà nuovamente accedere alle prestazioni facendone richiesta.

L’emendamento prevede che in caso di “sentenza di condanna” per i reati di terrorismo, mafia e stragismo “il giudice disponga la sanzione accessoria della revoca” di “indennità di disoccupazione, dell’assegno sociale, della pensione sociale e della pensione per gli invalidi civili”, nonchè “la revoca dei trattamenti previdenziali” quando derivino, appunto, “da un rapporto di lavoro fittizio a copertura di attività illecite.

“I condannati – si legge nell’emendamento – possono beneficiare, una volta che la pena sia stata completamente eseguita e previa presentazione di apposita domanda, delle prestazioni previste dalla normativa vigente in materia, nel caso in cui ne ricorrano i presupposti”. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il ministro della Giustizia, d’intesa con il ministro del Lavoro, “trasmette agli enti titolari dei relativi rapporti l’elenco dei soggetti già condannati con sentenza passata in giudicato” per i reati sempre di terrorismo, mafia e stragismo per rendere operativa la revoca, senza che questo abbia effetti retroattivi. Le risorse che arriveranno eventualmente da questa misura andranno a rimpinguare il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso e agli interventi in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Nella notte via libera anche agli emendamenti sugli ammortizzatori sociali che riguardano l’Aspi e il rafforzamento dell’indennità una tantum per i co.co.pro. A riguardo secondo le stime dei relatori dovrebbe arrivare a 6 milaeuro, per un disoccupato che ha lavorato tra 6 e 12 mesi.

Slitta a martedì tuttavia il via libera della commissione del Senato. A rallentare l’iter è la questione ancora aperta dell’uso dei voucher nel settore agricolo, che vede il ministro del Welfare, Elsa Fornero, e quello delle Politiche agricole, Mario Catania, su posizioni diverse (la prima vuole un restringimento dell’uso dei voucher, il secondo è contrario). Il via libera era inizialmente previsto per la giornata di oggi. La riforma del mercato del lavoro è attesa in Aula per mercoledì e i senatori vorrebbero fare in modo che tutti i nodi siano sciolti prima dell’esame dell’assemblea in modo da far sì che la fiducia sempre più probabile venga posta dal governo sul testo uscito dalla commissione.