Era passato da Ravaldino in Monte (Forlì) un mesetto fa in duo con la violoncellista Theresa Wong. Molta improvvisazione, vena surreale e dadaista, aveva stupito gli spettatori per una libertà formale che l’ha reso celebre nell’area occidentale per la sua continua sperimentazione sul suono.

Fred Frith ritorna in Italia, e si ripropone con un po’ più dir rigore compositivo assieme al gruppo dei Cosa Brava. La data da segnarsi è sabato 19 maggio al Teatro San Leonardo di Bologna (via San Vitale, 63; ingresso € 15), quando Frith guiderà il gruppo con Carla Kihlstedt (violino e voce), Zeena Parkins (fisarmonica, tastiere, oggetti, voce), Shahzad Ismaily (basso elettrico, percussioni) Matthias Bossi (batteria, voce). Il chitarrista inglese torna al lavoro con una band fissa di musicisti, su un genere che descrive come rock, anche se la band ha come strumento solista principale il violino.

Fuori da ogni genere, da ogni epoca, ha attraversato mille stagioni, dalle sperimentazioni underground degli Henry Cow a quelle contemporanee della Downton Scene newyorkese capeggiata da John Zorn. Il chitarrista inglese Fred Frith sarà protagonista ad AngelicA Festival dell’unica data italiana del tour europeo con la banda inglese, in occasione del loro secondo cd per la Intakt, The Letter.

La musica di Frith per Cosa Brava si dipana elegantemente tra i dettagli chiaroscurali degli arrangiamenti, le continue sfumature della scrittura ritmica e le melodie appena accennate, eppure memorabili, che a volte approdano alla ‘forma-canzone’.

Fred Frith oltre che con John Zorn ha collaborato con i più importanti musicisti degli ultimi trent’anni, fra cui Robert Wyatt, Brian Eno, Lars Hollmer, Bill Laswell, Derek Bailey, Iva Bittová, Bob Ostertag. Attualmente insegna al Mills College di Oakland in California.