No mister Monti, il gioco delle tre carte non si può fare nell’era di Internet. Se i cittadini devono rispettare i funzionari di Equitalia, occorre che prima i funzionari rispettino i cittadini. E non vessarli ed espasperarli, con evidenti casi di sopraffazione. In America i capi della principali banche d’affari sono stati costretti a sfilare davanti al Congresso – in diretta televisiva – e sono stati umiliati e sbeffeggiati dal senatore Carl Levin, dovendo ammettere gli errori e le speculazioni. In Inghliterra, dopo la scandalo dei tabloid che spiavano e intercettavano privati cittadini, Murdoch & figlio sono stati costretti a sfilare davanti a una commissione di inchiesta e ammettere gli errori.

In Italia serve una Commissione di inchiesta su Equitalia. Questo governo e questo Parlamento non la faranno mai. Ma il prossimo, può. Mi rivolgo alla Lega di Roberto Maroni, al Movimento 5 Stelle, all’Italia dei Valori, a Sinistra e Libertà, al Partito Democratico: avete il dovere morale di capire e indagare. Ormai l’elenco delle irregolarità è lunghissimo.

Sul Fatto Quotidiano Luca Telese ha spiegato in questo post nei giorni scorsi gli orrori che devono subire i cittadini, spiegati dall’avvocato Romina D’Ambrosio. Siamo di fronte a interessi del 20% in un anno che neppure la peggiore banca pratica. Centinaia di cittadini pagano piccole multe e gli viene chiesto di ripagarle dopo anni, con aumenti fino a 13 volte. I pensionati si vedono ipotecata la casa per debiti di poche migliaia di euro, ma una sentenza della Cassazione ha stabilito che non si può fare per importi inferiori a 8 mila euro. Spiega l’avvocato D’Ambrosio: «Una mia cliente, Anna Aurizzi, una persona già in difficoltà , ha avuto una cartella esattoriale per il mancato pagamento della mensa scolastica. Dopo che con le maggiorazioni era lievitata a 4.000 euro, abbiamo scoperto che le avevano già ipotecato la casa. Il fatto incredibile è che questo provvedimento è illegittimo per una sentenza della Cassazione a sezioni unite, per debiti inferiori a 8.000 euro. Lo avevano fatto lo stesso».

Quale funzionario di Equitalia procede “lo stesso” a pignorare la casa di un cittadino, violando le sentenze della Cassazione? È rispetto questo? Perché Equitalia applica un tasso di interesse del 10% semestrale sulle contravvenzioni, considerato illegittimo da un’altra sentenza della Cassazione? Voglio una Commissione di inchiesta che faccia sfilare questi dirigenti e gli chieda conto – con documenti alla mano – degli abusi e irregolarità. Voglio un’Italia che non si accanisce su pensionati, operai, impiegati, insegnanti, artigiani, spingendoli all’esasperazione e al suicidio.

La situazione è chiaramente sfuggita di mano. Il Governo Monti ha una responsabilità enorme, ma si nasconde dietro i giochetti comunicativi. I dipendenti di Equitalia – che hanno un normale stipendio e soffrono la crisi economica come ogni altro italiano – ora rischiano la vita. Le proteste dilagano in tutta Italia. Un piccolo imprenditore ha preso in ostaggio, con fucile e pistola, gli impiegati di una sede lombarda e poteva fare una strage. Il nove maggio, a Genova, il presidente Befera è stato accolto con l’allarme di un pacco bomba e l’assedio degli operai. A Napoli il dieci maggio duecento persone hanno preso d’assalto la sede di Equitalia in corso meridionale, con sassi, bottiglie, uova riempite di vernice, costringendo la polizia a intervenire. Sempre nel capoluogo partenopeo l’auto di un dipendente di Equitalia è stata incendiata. L’undici maggio a Viterbo un uomo ha minacciato di entrare con le pistole in una sede di Equitalia e “ucciderli tutti“, ma gli agenti della Digos lo hanno fermato appena in tempo. Poi ci sono le molotv e i pacchi bomba. Pochi mesi fa un ordigno è esploso tra le mani del direttore generale, Marco Cuccagna, amputandogli alcune dita. Le storie pubblicate dall’associazione Codici “Sos debiti: difenditi da Equitalia” sono poi agghiaccianti: c’è perfino un imprenditore che ha salvato l’azienda dalla mafia, ma l’agenzia di riscossione gli ha pignorato tutto. A Catanzaro Equitalia pignora perfino le pensioni sociali. A Pompei un imprenditore edile si è sparato  accusando Equitalia. Lo stesso gesto pochi giorni prima, a Napoli: un agente immobilaire e un 72 enne.

Infine i sindaci di piccoli comuni e grandi città – tra cui De Magistris a Napoli, Emiliano a Bari, Alemanno a Roma – hanno dichiarato che chiuderanno il contratto con Equitalia e faranno da soli. Il motivo: troppa disumanità. Il tessuto sociale e imprenditoriale è massacrato.

C’è dunque qualcosa di distorto in questa spa a partecipazione statale. Assomiglia a una banca d’affari che fa come gli pare. Credo che Beppe Grillo e il M5S abbiano buoni motivi di chiedere che Equitalia venga chiusa subito. Se i cittadini si rivoltano, se tentano di farsi giustizia nel modo sbagliato, forse la colpa è di chi ha armato una simile macchina abnorme. La nuova politica – quella che uscirà vincitrice dalle elezioni del 2013 – deve mettere in agenda l’istituzione di una Commissione di inchiesta e i lavori devono essere trasmessi in diretta su Internet.

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