Sentite questa, e ditemi se non è strana.

Nel quadro delle celebrazioni per il 150°, l’Unità Tecnica costituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha deciso di stanziare circa 2.000.000 di euro per il restauro della Domus Mazziniana di Pisa. Ben fatto. La Domus ha sede a Pisa, nella casa nella quale Mazzini morì, il 10 marzo 1872; è un istituto culturale pubblico posto sotto la vigilanza del Ministero dei Beni culturali; ospita un museo di cimeli mazziniani, un importante archivio di documenti relativi a Mazzini e alle associazioni mazziniane, e una bella biblioteca, ricca di opere sul Risorgimento.

Istituita con una legge del 1952, la Domus aveva effettivamente bisogno di un rinnovamento. La sede vecchia, non brutta, era tuttavia poco accogliente. L’installazione museale era piuttosto antiquata e poco attraente. E il restauro l’ha completamente rimessa a nuovo. I 2.000.000 di euro sono stati spesi per riorganizzare il museo, per rinnovare facciata e interni, per cambiare i giochi di luce, per rinnovare completamente il mobilio. L’effetto è notevole. Il percorso espositivo adesso è molto efficace: computer interattivi accompagnano il visitatore tra i documenti mazziniani; i tabelloni esplicativi sono scritti con competenza e chiarezza.

E così, il 20 ottobre 2011 la nuova Domus è stata inaugurata in pompa magna alla presenza del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Fine della storia? happy ending? E tutti vissero felici e contenti, e poterono ricominciare a studiare nella Biblioteca della Domus o a visitare il Museo mazziniano?

Beh, non proprio. Intanto il restauro – pur molto efficace – ha comportato un problemino o due, nel senso che chi ha progettato l’intervento non ha previsto spazi sufficienti per tutti i libri e per l’archivio della Domus. E già questo sorprende.

Ma la sorpresa più grossa è arrivata quando il Ministero dei Beni culturali ha reso noto il piano di finanziamento dei vari istituti culturali per il 2012-14. Ebbene, alla Domus sono stati destinati … zero euro. Perché? Forse perché il Ministero dei Beni culturali ritiene la Domus un’istituzione inutile? E come fa a dare un giudizio così netto di un’istituzione che è stata chiusa per diversi mesi e riaperta solo nel novembre scorso, a restauri ultimati? D’altronde se ammettiamo che il giudizio del Ministero sia fondato, se ne deve dedurre che l’Unità Tecnica presso la Presidenza del Consiglio ha buttato via 2.000.000 di euro finanziando un ente inutile: e questo proprio non andrebbe bene.

Oltre a questi aspetti, poi, c’è ancora un’altra questione: tra i vari istituti culturali finanziati dal Ministero dei Beni culturali ce ne sono anche diversi che certamente hanno un loro rilievo pubblico, ma che, in effetti, non sono istituzioni pubbliche (tipo la Fondazione Luigi Sturzo, o la Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII, o la Fondazione-Istituto Gramsci, e diversi altri): ebbene non è un po’ assurdo che lo Stato non conceda finanziamenti ordinari a istituzioni che gli appartengono, come la Domus Mazziniana, e li conceda ad altre che per quanto prestigiose e autorevoli sono tuttavia fondazioni autonome? Non è un po’ come se lo Stato decidesse di non spendere un solo euro per una scuola pubblica e investisse invece copiosamente in scuole private?

Ministro Ornaghi che ne dice? Non le sembra che tutto ciò sia un po’ strano?