Bisogna riconoscere alla Chiesa che almeno nel presumersi astuta è sempre divinamente umana.

Prendete i suicidi. Giudicando che cavalcare l’emozione collettiva sia più conveniente che impiccarsi da sola ai princìpi, stavolta la Chiesa non li condanna, anzi accoglie le bare davanti all’altare, sbriga la messa dovuta, consola anziché giudicare. Ai cupi tempi di Piergiorgio Welby negò la benedizione e addirittura l’accesso del feretro, mandando l’infelice cardinale Camillo Ruini, a vantarsene in pubblico, spiegando che quella porcheria era stata compiuta per tantissime ragioni teologiche tutte più importanti del destino di un uomo, anche se l’uomo avrebbe dovuto essere la principale ragione di tutte le altre ragioni teologiche.

Stavolta la Chiesa non fiata. Fa finta anche lei di credere all’onda anomala dei suicidi, anche se i numeri della cronaca (e dell’Istat) dicono che non c’è alcuna onda anomala: nella ricca Germania ci si uccide due volte di più e nella malandata Grecia quattro volte di meno. Ma la crisi economica è vera e vere sono le sue conseguenze, i media pretendono che il rito del cordoglio sociale vada in scena con tutti i crismi, benedizione compresa. La Chiesa accorre.

Il Fatto Quotidiano, 16 Maggio 2012