Un incidente di percorso nella sua lunga carriera politica (è stato condannato per favoritismo e corruzione nel 1997) stava per impedirgli di compiere il grande salto. Alla fine, però, François Hollande non ha ceduto agli attacchi su questo fronte da parte dell’Ump, il partito di Nicolas Sarkozy. Di Jean-Marc Ayrault, dirigente socialista tra i più rispettati in Francia, si fida. Sarà lui il nuovo premier, il primo dal lontano 2002, quando cadde l’ultimo governo di Lionel Jospin.

    Altro stile rispetto a François Fillon – Se lo stacco tra Sarkozy e Hollande è grandissimo, in quanto a immagine e stile, lo stesso si può dire fra il premier uscente François Fillon, puro esemplare della borghesia di provincia francese (con la passione delle macchine da corsa), e Ayrault, pure lui in arrivo dalla provincia, ma di origini modeste. 62 anni, è nato a Maulévrier, nell’Ovest del Paese, a una sessantina di chilometri da Nantes: il padre un operaio agricolo, la madre una sarta, che lavorava in casa. Ayrault ha studiato tedesco all’università ed è diventato professore di questa idioma: proprio il fatto che lo parli bene e conosca altrettanto bene la Germania è considerato uno dei vantaggi della sua nomina, nell’ottica di un ripensamento delle relazioni con Berlino. Ayrault, comunque, fin da giovane è stato contaminato dalla passione per la politica: ha aderito prestissimo al Movimento rurale della gioventù cristiana, che adottò anche alcuni elementi marxisti. Ayrault poi passò al Partito socialista già durante gli studi universitari.

    Nantes, il trampolino di lancio – La sua carriera è stata progressiva: prima sindaco di un piccolo comune della periferia di Nantes. E poi, dal 1989, alla guida della città. Lo è rimasto fino a oggi. Ed è proprio l’esperienza da sindaco di una città relativamente grande che l’ha catapultato sulla scena nazionale. Tanto più che Nantes ha vissuto una progressiva rinascita: economica, culturale ed urbanistica. Oramai appare costantemente in testa a tutte le classifiche delle città con la migliore qualità della vita nel Paese e dove i francesi vorrebbero trasferirsi. Poi, a partire dal 1997, Ayrault ha preso le redini del gruppo socialista all’Assemblea nazionale, una mansione conservata fino a oggi. Nel contempo Hollande è stato segretario generale del Ps. Lì è nato il connubio. Anzi, una vera amicizia.

    Quell’unico scandalo… – Nel 1997 Ayrault è stato condannato a sei mesi con la condizionale e all’equivalente di 4.500 euro di multa per favoritismo nell’attribuzione di un appalto pubblico. Si tratta della pubblicazione di “Nantes Passion”, il giornale del comune, affidata a una casa editrice, poi risultata la principale impresa finanziatrice dei socialisti nella sua regione. Quel contratto, attribuito senza un regolare bando, ha portato all’unica pecca nel curriculum di Ayrault. Di cui, negli ultimi giorni, ha subito approfittato l’Ump, adesso all’opposizione. Considerando, fra l’altro, che Hollande ha detto chiaro e tondo durante la campagna che, se eletto, non avrebbe nominato nessuno che avesse avuto problemi con la giustizia. “La mia onestà personale non è mai stata messa in discussione – si è difeso il sindaco di Nantes – neppure un eventuale arricchimento personale o un finanziamento politico. Era una storia che non mi riguardava personalmente, ma di cui mi sono assunto la responsabilità in quanto sindaco”. Da sottolineare: quella condanna è stata cancellata nel 2007. E Ayrault riabilitato dinanzi alla giustizia.

    Vantaggi e svantaggi della scelta – A parte l’ottima conoscenza del tedesco e della Germania, anche la complicità e il vero rapporto umano che si è svilupato tra Hollande e il nuovo premier possono aiutare nella sua nuova funzione Ayrault. Che è un politico serio, che conosce bene i meccanismi parlamentari. Un uomo fedele, apparentemente senza sorprese. Qualcuno critica, comunque, la sua mancanza di carisma e il fatto che, nonostante la sua lunga esperienza politica, non sia mai stato ministro. All’interno del Partito socialista, è difficile catalogare Ayrault. Che, negli ultimi anni, si è posto piuttosto come un mediatore: né vicino alla destra di Manuel Valls, né alla corrente di sinistra, quella di Martine Aubry. Lei era l’altra papabile per diventare premier. Ma i suoi rapporti (pessimi) con Hollande avrebbero rappresentato un serio problema.