Parma capitale del mondo. Per una volta non è il genio musicale di Verdi o l’eccellenza dei prodotti gastronomici locali a portare la città ducale alla ribalta delle cronache internazionali, ma le elezioni per la poltrona di sindaco. Da quando il primo turno ha decretato al ballottaggio il favorito candidato del centrosinistra Vincenzo Bernazzoli e, a sorpresa, il rappresentante del Movimento 5 Stelle, Federico Pizzarotti, gli occhi dei media nazionali e internazionali sono puntati sul cuore della Food Valley in attesa di vedere come andrà a finire. La sfida è inedita per un capoluogo che esce da 14 anni di governo di centrodestra, soprattutto per la novità rappresentata dal movimento di Beppe Grillo, che, con il 20% di preferenze del primo turno, per la prima volta non solo arriverà sui banchi del consiglio comunale, ma potrebbe perfino ribaltare i pronostici di partenza e occupare lo scranno più alto del municipio.

 Il caso ha destato l’interesse mediatico, e dopo i titoli sui giornali e i collegamenti in diretta tv da piazza Garibaldi, a Parma è arrivata anche la stampa internazionale. Prima due pagine sul Time dedicate al successo del Movimento 5 stelle alle amministrative, poi lo sbarco, nei prossimi giorni, di una troupe della statunitense Cnn, e ancora interviste e dichiarazioni rilasciate da esponenti politici nazionali sull’ascesa dei cosiddetti “grillini” a Parma, diventata nel giro di un mese, per bocca dello stesso comico genovese, il simbolo di una svolta politica a livello nazionale.

Un fatto di cui si rende conto anche Bernazzoli, che sin dalle prime ore dopo l’esito delle votazioni, di fronte a un avversario diverso da quello che si era immaginato, visto che i sondaggi davano per certo al ballottaggio insieme a lui l’ex sindaco Elvio Ubaldi, ha fatto leva proprio sulla pericolosità di questa attenzione mediatica: “A livello nazionale spira un vento che spinge verso il Movimento – ha ripetuto più volte durante gli ultimi incontri – Parma ora è al centro delle attenzioni di tutti, ma poi le troupe delle tivù torneranno a casa, e noi rimarremo con i problemi della città da risolvere. E per questo ci vogliono amministratori con esperienza e competenze, che noi abbiamo. Protestare è una cosa, governare è un’altra”.

Alle critiche mosse dal presidente della Provincia, Pizzarotti ha sempre risposto riportando l’esempio di quanti prima hanno governato Parma: “Gli esperti che c’erano prima hanno creato debiti da 600 milioni di euro, credo che noi riusciremo a fare meglio”. Difficile fare pronostici sui risultati, a detta degli stessi candidati sindaco esclusi dal ballottaggio e perfino dai sostenitori dei due sfidanti, anche perché alla fine Bernazzoli e Pizzarotti correranno da soli, senza l’aiuto di “liste amiche”. Il candidato del Pd, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra, non ha voluto ulteriori apparentamenti, e d’altra parte Pizzarotti ha mantenuto la linea della corsa solitaria stabilita fin dall’inizio della campagna elettorale.

Nessuna indicazione di voto inoltre è stata data dai partiti esclusi, anche se a sorpresa Ubaldi per primo aveva mostrato un’apertura verso il Movimento 5 stelle. “Abbiamo di fronte due alternative – ha detto l’ex sindaco – la prima è il vecchio che si riconsuma, la seconda è il nuovo non esperto, ma nuovo”. Secondo indiscrezioni però, molti ubaldiani avrebbero espresso la volontà di votare per Pizzarotti, e i voti al Movimento 5 stelle potrebbero arrivare anche da altre parti. “Sollecitiamo i nostri elettori ad andare a votare, scegliendo rispetto ai programmi sulla città” ha confermato il coordinatore provinciale ed ex candidato Pdl Paolo Buzzi, mentre libertà di voto è stata ribadita anche da Roberta Roberti di Parma Bene Comune, dal civico di Parma Unita Roberto Ghiretti e dalla Lega Nord.

Le scintille e i battibecco tra i due candidati si sprecano nel conto alla rovescia al gran finale, ma la campagna elettorale ha preso una piega diversa negli ultimi giorni, soprattutto per il centrosinistra. Prima il paragone era il centrodestra e dunque il passato degli errori, della corruzione, dei soprusi ai cittadini. Dopo il 7 maggio però i ruoli si sono come invertiti e paradossalmente il passato, al confronto dei rappresentanti del movimento di Grillo, è diventato il centrosinistra: il presidente della Provincia e i suoi alleati, già volti conosciuti della politica cittadina, contro le facce mai viste di Pizzarotti e dei suoi. Il candidato 5 stelle ha continuato a puntare sulla trasparenza e la partecipazione, incontrando persone e cittadini e procedendo alla selezione, non ancora ultimata, degli assessori che faranno parte della sua squadra, anche se alcuni nomi potranno essere svelati solo a giochi fatti: “Molti mi hanno assicurato la loro disponibilità – ha spiegato Pizzarotti – ma non possono sbilanciarsi prima del risultato”. Bernazzoli ha puntato a sua volta sull’attenzione verso il cittadino, promettendo che “non ci sarà un gruppo di potere che si sostituirà a quello precedente”, assicurando che nell’amministrare sarà “un uomo libero, attento prima di tutto alle esigenze dei cittadini, a costo di rimanere isolato politicamente e di andare contro le pressioni dei partiti”, ma anche difendendosi dagli attacchi lanciati da Grillo sul suo blog: “La realtà delle cose è ben diversa dalla fantasia e Parma non si amministra raccontando barzellette”.

Il gran finale della campagna elettorale ci sarà venerdì sera alle 21. Per il Movimento 5 Stelle in piazzale della Pace arriverà il bis di Beppe Grillo, che già aveva stabilito un record di presenze ad aprile. Il comico genovese farà una breve introduzione, per lasciare spazio poi alla presentazione della sua squadra parmigiana. Ancora da confermare invece, nonostante alcune dichiarazioni dei giorni scorsi, la presenza del comico fidentino Gene Gnocchi, storico amico di Bernazzoli e già sua spalla in precedenti campagne elettorali, che avrebbe dovuto dare l’assist finale al candidato del centrosinistra. Se fosse confermato, lo show di Gnocchi potrebbe andare in scena in piazza Ghiaia, come era stato per Bersani, e quindi in contemporanea e proprio a poche centinaia di metri da quello di Grillo. Ma fino ad ora lo staff del candidato ha riferito che l’appuntamento non è ancora fissato con certezza e quindi lo “scontro a distanza” tra i due comici potrebbe saltare.