Sul mare di Rimini, quest’anno, non sventolerà la Bandiera blu. Il noto riconoscimento della Fee (Foundation for Environmental Education) è andato a 246 spiagge, 13 in più del 2011. Rimini ne è rimasta fuori: il suo litorale, assieme a quello di Fiumefreddo in Sicilia, sono gli unici a non essere stati riconfermati dalla scorsa edizione.

La Liguria si aggiudica di nuovo il primato per le spiagge più pulite: sono 18, una in più rispetto all’anno scorso. Sette invece, sull’intero stivale, sono le nuove località premiate, quasi tutte al sud. Dietro la riviera ligure ci sono, a pari merito, le Marche e la Toscana con 16 località, segue l’Abruzzo con 14 bandiere blu. A quota 13 è la Campania, con una località in più rispetto alla precedente edizione. Un più uno lo mette a segno anche la Sardegna, che si ferma a 6 riconoscimenti.



I criteri che guidano l’assegnazione della bandiera blu si basano in particolare sull’educazione ambientale e sulla gestione del territorio. Si tiene dunque conto di una corretta gestione degli impianti di depurazione e per lo smaltimento dei rifiuti. Altri indicatori sono l’abbattimento delle barriere architettoniche e la cura delle spiagge e dell’arredo urbano.

Il 96% delle spiagge che hanno ricevuto la bandiera blu 2011 si sono viste confermare il riconoscimento anche per l’estate 2012. Quest’anno entra nel novero dei premiati Sanremo, esce Rimini.

A chi sostiene che il mancato riconoscimento del Comune romagnolo sia da imputare al problema degli scarichi fognari a mare, in seguito a forti piogge, l’assessore alle politiche ambientali Sara Visintin risponde che “Rimini non compare tra le località balneari insignite dalla bandiera blu semplicemente perché per il 2012 l’amministrazione comunale ha deciso di non richiederla, così come nel recente passato hanno fatto comuni limitrofi come Riccione”.

“Una scelta –prosegue l’assessore- che nasce dalla constatazione che molte delle informazioni richieste dalla Fee (oltre ai criteri di qualità delle acque di balneazione vengono attribuiti punteggi per servizi come la pulizia delle spiagge, gli approdi turistici e altri parametri legati al turismo ecosostenibile) sono già obbligatorie per legge e svolte da enti terzi come Arpa, le cui analisi scientifiche della scorsa settimana hanno confermato il livello “eccellente” della qualità delle nostre acque di balneazione, così come avvenuto nello scorso anno”.

Insomma, per Visintin, Rimini può fare a meno del rinomato vessillo blu, dato che la nuova ordinanza sulla qualità delle acque di balneazione e la politica informativa messa in campo da palazzo Garampi garantiscono di già –lei sostiene- “un’operazione di trasparenza che riteniamo (senza nulla togliere alla forza comunicativa delle “Bandiere Blu” che, per inciso, hanno anche un costo) molto più pertinente e scientificamente fondata”.