È stata disposta questa mattina l’immediata attivazione di misure di protezione per alcuni magistrati della procura di Bologna, in seguito alle minacce formulate nei loro confronti dalla Fai, Federazione anarchica informale, su un blog anarchico. Lo ha deciso il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto Angelo Tranfaglia, ed al quale hanno partecipato anche il Procuratore Generale e il Procuratore della Repubblica.

Le minacce si concentrano sugli avvisi di conclusione indagini a cinque membri delle Cellule di fuoco greche per il pacco bomba destinato a Silvio Berlusconi e intercettato all’aeroporto Marconi di Bologna il 2 novembre 2010. “È un tempo pericoloso per la mafia degli accusatori – si legge sul blog anarchico – che presto potrebbero incontrare una fitta pioggia di proiettili o una potente bomba in macchina o un pacco bomba nelle mani…”.

Il comunicato, firmato da dieci anarchici greci, compresa Olga Ikonomidou, al carcere duro, il cui nome è stato adottato dal commando che ha gambizzato il dirigente di Ansaldo nucleare Roberto Adinolfi, è successivo alla chiusura, qualche giorno fa, dell’indagine sul pacco bomba spedito dalla Grecia a Silvio Berlusconi. Un episodio che costrinse un cargo della Tnt a un atterraggio di emergenza.

Gli accusati sono sette, loro si dichiarano in cinque. Secondo i firmatari i mandati di arresto in Grecia della procura di Bologna “sono una rappresaglia per l’attacco delle nostre sorelle e fratelli del Nucleo Olga della Fai/Fri” (Federazione anarchica informale e Fronte Rivoluzionario Internazionale).

E nella lettera scrivono: “Abbiamo bruciato i ponti dietro di noi ed ogni inibizione è morta, noi siamo anarchici pratici e tutto quello che possiamo dire alla Procura di Bologna è che siamo completamente indifferenti per la vostra esistenza, così come per i rappresentanti dello stato giudiziario italiano”. Nel documento terroristico si cita il nome di un solo magistrato bolognese, il pubblico ministero Enrico Cieri, ma la minaccia è sempre rivolta al plurale.

E proprio per questo oggi il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ha deciso di concedere una tutela a quattro magistrati della procura di Bologna, che si occupano o si sono occupati di indagini sull’area anarchica.

Il procuratore capo di Bologna, Roberto Alfonso, sottolinea con una certa preoccupazione che “da molti anni si richiede un intervento normativo per istituire un coordinamento giudiziario di indagini di natura terroristica. Sarebbe opportuno che il legislatore, alla luce dei fatti che si stanno verificando, prendesse in considerazione questa proposta”. “Ora si provvederà con un coordinamento spontaneo laddove ci dovesse essere necessità – continua Alfonso -, ancora non ci sono date di incontri” con inquirenti di altre procure.

Anche il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha espresso la sua solidarietà alla magistratura bolognese “per le inaccettabili minacce a cui è sottoposta da parte del terrorismo cosiddetto anarchico”. Con l’invito “a tutte le forze politiche e le associazioni democratiche a far sentire la loro vicinanza alla nostra magistratura. Il procuratore Valter Giovannini, il pm Enrico Cieri, il pm Morena Plazzi e tutti i magistrati bolognesi devono sentire tutta la nostra stima, occorre anche che tutti i cittadini facciano sentire il loro appoggio e la loro considerazione per il lavoro dei magistrati bolognesi. Non dobbiamo permettere che la barbarie terrorista possa tornare tra noi, e dobbiamo collaborare tutti affinché sia stroncata come merita”.