“Mio padre ha dedicato la vita alla politica e a Bologna, l’ultima non lo ha mai deluso”. Sono queste le parole pronunciate da Federica Cevenini, la figlia di Maurizio, il consigliere regionale del Pd che si è tolto la vita a Bologna gettandosi dal palazzo della Regione, che ha parlato durante la cerimonia civile a palazzo D’Accursio, dopo il sindaco Virginio Merola.

“Spero – ha detto – che abbia potuto vedere le persone che in questi giorni gli hanno dimostrato affetto, vorrei che Bologna lo ricordasse come è sempre stato, generoso e amico di tutti. Mi ha insegnato la lealtà, la pazienza e la costanza, mi ha sempre detto puoi fare qualsiasi errore, ma non mi dire mai bugie”.

Alla fine del suo intervento ha poi citato una canzone di Francesco De Gregori: “Tu non credere se qualcuno ti dirà che non sono più lo stesso ormai, se mi cercherai sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai”. E ha concluso con un riferimento alla sua mancata candidatura per problemi di salute: “Io saluto il mio sindaco”.

Durante il funerale religioso, in chiesa, Federica ha proseguito il suo discorso: ”Rimpiango le parole che avrei potuto dire, chiedo scusa di non esser stata capace di capire fino in fondo quanto eri triste e quanto eri solo. Mio padre – ha detto – amava essere con la gente, era cordiale, amichevole e affettuoso, ha dato tanto a Bologna e Bologna gli sta restituendo affetto. Mio babbo è arrivato in alto per poi cadere e ritrovarsi in un ruolo pur importante, ma che non gli dava quello di cui aveva bisogno. E’ stato l’inizio di un pozzo nero di cui non vedevamo che l’inizio, ne eravamo consapevoli ma non siamo riusciti ad aiutarlo ad uscirne”.

Tutti quelli che lo hanno conosciuto, secondo Federica Cevenini, “conserveranno il ricordo della tua gentilezza e della tua umanità. Mi piace pensare che tu sia in un bel posto e che quel posto ti ricordi un pò la tua Bologna”.

Piangono tutti nella sala d’Ercole del comune dove si tiene l’orazione funebre. Piangono i professori universitari e i tifosi del Bologna, i dipendenti comunali e i big della politica nazionale. Piange il sindaco, piange la vigilessa. Bologna ha salutato oggi Maurizio Cevenini.

 A chiudere il picchetto che da ieri mattina ha vegliato il feretro del Cev, come lo chiamavano tutti in città, intorno alle 9 del mattino è arrivato anche il segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani. Scosso e in lacrime davanti alla bara e ai familiari, dopo le celebrazioni in municipio il leader Pd ha ricordato la figura del consigliere. “Una persona che era in grado di dare una apertura al partito, di portargli affetto. Così ne ho conosciuti pochi, così intimamente legati a questa nostra avventura politica. Io voglio un partito popolare e meglio di lui nessuno riusciva a interpretarlo”.

Interpellato dai giornalisti sulle parole chiare di Federica Cevenini, Bersani ha risposto: “In quel momento avrei voluto abbracciare Federica. La politica è inscindibilmente legata a gratificazioni e a delusioni, non c’è politica senza queste cose – ha detto il segretario piacentino – Io sono sicuro che dalla politica il Cev ha ricavato anche tanti momenti bellissimi”.

 Eppure a Bologna non si dimenticano i mal di pancia in alcuni settori del partito con cui fu accettata la candidatura di Cevenini alle primarie del 2010 per il posto di sindaco, quando il politico bolognese era forte di 20 mila preferenze appena ricevute alle regionali. Un sogno, quello di arrivare alla poltrona di palazzo d’Accursio, che Cev abbandonò per motivi di salute colpito da un’ischemia che lo costrinse al ritiro. Un abbandono che alcuni nel Pd e in settori economici forti legati al partito in città, non rimpiansero. 

Lo stesso sindaco Virginio Merola, che dopo il forfait di Cevenini ne raccolse il testimone, lo ha ricordato in un passaggio della sua orazione. “Per te è stato un grande dolore rinunciare a candidarti a sindaco”.

Bersani però non ci sta a vedere Cevenini staccato dal partito. A una domanda de ilfattoquotidiano.it su un Cevenini un po’ sottovalutato dal Pd, il segretario ribatte: “Se non vogliamo recargli un dolore non descriviamolo staccato dal partito, questa è una cosa che lui non avrebbe consentito per come l’ho conosciuto io e credo di saperlo”.

In tarda mattinata migliaia di persone hanno poi seguito i funerali religiosi in piazza San Francesco. C’erano tifosi, molte delle 5 mila coppie da lui sposate civilmente. Questo riesce a fare Cevenini. E come la figlia Federica in molti avranno pensato: oggi qui “io saluto il mio sindaco”.