Il Pil italiano calerà dell’1,4% nel 2012, mentre nel 2013 salirà dello 0,4%. La stima, che presuppone una stabilità delle condizioni dei mercati e il mantenimento di tassi dei titoli pubblici sotto il 6%, è contenuta nelle previsioni economiche di primavera della Commissione Ue ed è peggiore rispetto alla precedente da Bruxelles, che prevedeva per il 2013 un aumento dello 0,7%. A causa del calo della fiducia nell’economia e della difficoltà del credito, in Italia la domanda interna è scesa dalla fine del 2011, spiega il rapporto.

La pubblicazione ha aperto un giallo su una possibile “manovra aggiuntiva” nel nostro paese: “Si prevede che il pareggio di bilancio strutturale si potrà raggiungere nel 2013 grazie ad una manovra aggiuntiva di oltre mezzo punto percentuale del Pil”, si legge nel documento. Fonti della Commissione hanno poi precisato che il riferimento è alla manovra “già varata”, e che per Bruxelles l’Italia “è in linea” con quanto previsto dal Patto di stabilità “in termini strutturali”.

In termini nominali, la stima della Commissione è comunque peggiore rispetto a quella del governo. Bruxelles prevede infatti il deficit italiano al 2% del Pil nel 2012, e all’1,1% nel 2013. Le stime del governo indicano invece un deficit nominale all’1,7% del Pil nel 2012, e allo 0,5% del Pil nel 2013. La Commissione riconosce all’Italia che le misure adottate porteranno a un avanzo primario del 3,4% nel 2012 e del 4,5% nel 2013. Tuttavia “gli interessi sul debito continueranno a crescere” tanto nel 2012 quanto nel 2013, sottolinea la Commissione

Quanto all’Unione europea nel suo complesso, “le previsioni di febbraio” di crescita zero per il 2012 “sono largamente confermate”, ha confermato il Commissario europeo agli Affari economici e monetari  Olli Rehn presentando le previsioni economiche della Commissione europea.

Nel corso di quest’anno, nel nostro paese la spesa per interessi continuerà a crescere fino a raggiungere il 5,4% del Pil, a causa del maggiore costo del rifinanziamento del debito. Crescerà però anche l’avanzo primario, destinato ad arrivare al 3,4% del Pil, grazie alle misure di risanamento dei conti pubblici prese nel biennio passato.

Previsioni nere per la Spagna, che sarà in recessione anche nel 2013, unico paese con crescita negativa nella Ue a 27. Secondo le stime pubblicate dalla Commissione europea il Pil spagnolo si contrarrà di -1,8% nel 2012 e di -0,3% nel 2013.