Ricevo e pubblico. 

C’era davvero bisogno che il sistema Equitalia diventasse un’emergenza nazionale per cominciare a domandarsi cosa davvero non funziona nel sistema di riscossione fiscale e, soprattutto, nei modi in cui viene condotta la lotta all’evasione? C’era la necessità di veder scorrere, come un bollettino di guerra quotidiano, un’angosciante sequenza di morti senza più speranza nel futuro per riuscire a far sentire le voci di un disagio che la crisi economica ha reso ancor più angosciante e disperato?

Adesso che il dramma sociale è conclamato e che il meccanismo infernale messo in atto da Equitalia sembra sfuggito di mano anche a chi lo muove, si assiste con sbogottimento ad una classe politica che gioca allo scarico di responsabilità senza trovare il coraggio di ammettere errori e intervenire con urgenza per cambiare in corsa le regole mettendo un freno ai suicidi. Il tutto mentre la protesta sale e si alimenta, con la vita di impiegati e funzionari delle filiali di Equitalia nel mirino dei disperati, in una guerra tra poveri che rende tutti vittime innocenti di una morsa creata dall’eccesso di zelo di dirigenti del fisco, sempre troppo in carriera, e da un governo incapace di prendere decisioni coraggiose cambiando rotta.

Ci avevamo provato, con il nostro libro, a spiegare che si poteva “Resistere a Equitalia” semplicemente cercando un dialogo con il fisco e il suo Ente riscossore e seguendo le norme scritte nel codice civile sui ricorsi amministrativi e sulle prescrizioni. Siamo stati tra i primi a denunciare gli errori commessi da Equitalia sull’imposizione delle ipoteche sulle case per debiti inferiori agli 8 mila euro e tante altre storture mese in campo dall’Ente per fare cassa in barba ad ogni buon senso e coscienza civile. Così come abbiamo denunciato quanto fosse illogico e pericoloso che ad Equitalia fossero state date armi ispettive (e altro) che non hanno neppure i magistrati inquirenti. Detto questo, adesso che l’emergenza è conclamata, la nostra richiesta è che il governo, anziché dilettarsi in un osceno scarico di responsabilità politiche in cui sta diventando vittima – paradossalmente – proprio Equitalia, si faccia carico di portare in Parlamento un decreto che riveda le regole di riscossione per dare un minimo di sollievo ai cittadini italiani in un momento tra i più drammatici degli ultimi anni. Prima dell’Europa, dell’Euro e della solidità del Paese davanti ai mercati internazionali ci sono sempre gli italiani. Che da sempre sono un popolo di eroi, ma hanno bisogno anche di un governo che li aiuti a trovare la forza per continuare ad avere speranza nel futuro.

di Elena Polidori