“Il Terzo Polo è stato fondamentale, onore a chi vi ha partecipato, ma oggi siamo in un nuovo campo, in una nuova stagione e il gioco è diverso”. Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, a margine dell’assemblea di Confcooperative, dopo la giornata di ieri, ritorna a celebrare il funerale del Terzo Polo. “Se altri ritengono  che le cose vadano bene così, vadano avanti”. L’ex presidente della Camera richiama i giornalisti e spiega loro che non è affatto una novità la sua richiesta di andare oltre il Terzo Polo.

“Mi dispiace che quando parlo siate così disattenti ho detto le cose che dico da mesi: il Terzo Polo non è sufficiente per rappresentare l’esigenza di novità e di cambiamento che viene dal Paese. E’ il segno di una forza stabilizzante, di cui c’è bisogno per non finire come Atene“. Casini dice la sua anche sulla presunta anti politica che ha travolto i partiti dopo le elezioni amministrative: “‘Non capisco chi se la prende con Grillo. Lui fa il suo gioco, ci insulta da dieci anni e continua a farlo e questa semina ha dato il suo raccolto. Ma non credo sia questo il modo di governare”. Sul futuro e le possibili alleanza Casini risponde: “A forza di parlare di alleanze, la politica si sta distruggendo. Meglio riprendere un bel viaggio in Italia e occuparsi del territorio. Un itinerario di tre giorni a settimana fuori da Roma è quello che mi propongo”.

Anche ieri le riflessioni erano le stesse: “Il Terzo polo è stato importante per chiudere la stagione Berlusconi, non è in grado di rappresentare la richiesta di cambiamento e novità aveva scritto su Twitter. “Abbiamo sempre scelto, ma non ci interessa aggiungerci alla foto di Vasto, né inseguire la Lega nella valli padane. Lo 0,1 per cento in meno del Pd: questo è il fallimento dell’Udc a Palermo? Abbiamo avuto il 26-27 per cento con la lista, il 12 con il candidato. Qualcosa che non fila c’è, non c’è bisogno di una laurea ad Oxford per capirlo”. 

I risultati delle elezioni amministrative sarebbero favorevoli per il suo partito, ma non soddisfano affatto Casini che si diceva “estremamente scontento. I partiti tradizionali sono stati sconfitti e i moderati sono sotto un cumulo di macerie –  continuava in una pausa del Consiglio nazionale del suo partito riunito per una prima analisi dell’esito delle amministrative – . Le responsabilità sono sempre di chi non si fa capire, quindi nostre. Ma se qualcuno pensa che la conseguenza di questo voto possa essere per noi togliere la fiducia al governo non capisce che questo sarebbe un atto veramente esiziale per la politica. Se qualcuno pensa che il messaggio del voto è scaricare Monti, sbaglia. Il risultato è un segnale molto serio che impone di assumersi responsabilità, non certo di togliere il sostegno al governo. Ora più che mai è necessario procedere con le riforme di cui il Paese ha bisogno” . Anche perché Casini sosteneva e sostiene di temere “una deriva verso Atene e non verso Parigi o Berlino”

Certo è che forse le riforme devono riguardare anche la politica: “C’è da andare molto oltre l’Udc, molto oltre il Terzo Polo. Il voto per Casini è stato “l’esplosione dell’anti-politica, perdono i partiti tradizionali ed i moderati si ritrovano” appunto “sotto un cumulo di macerie”. Una situazione che impone per l’ex presidente della Camera una riflessione: “Io rifletto, sto riflettendo, in politica ogni tanto bisogna fermarsi a pensare. Adesso me ne andrei, quasi, in un eremo per poter pensare meglio”. Pensieri che diventano speculazione sulle elezioni: “L’analisi del voto risulta positiva per noi, ma solo in termini strettamente numerici. Siamo l’unico partito oltre i grillini che cresce. Ma questo non significa affatto che siamo contenti. Anzi…”. Sul tracollo del centro destra il politico si difende: “I voti di Pdl e Lega non li abbiamo certo presi noi”, e rilancia sulla necessità di “progetti politici nuovi”. Degli incontri con Angelino Alfano, che ha spiegato che non ne farà più, Casini dice di poterne fare a meno.