Congressi sul territorio entro giugno, poi congresso nazionale a ottobre. Obiettivo: snellire la vecchia struttura del partito per creare un nuovo soggetto politico il cui processo di nascita è già partito con l’azzeramento delle vecchie cariche. Questo il futuro prossimo dell’Udc di Pierferdinando Casini, almeno a sentire Lorenzo Cesa, ex segretario del partito. “Con una struttura più agile e più snella arriveremo a celebrare il Congresso nazionale che, in ottobre, dovrà fare spazio al nuovo soggetto politico, una forza di buon senso capace di attrarre tutti gli italiani che non cercano scorciatoie impossibili e nefaste come quella dell’antipolitica” ha detto Cesa al Consiglio Nazionale Udc, aggiungendo che il partito è “pronto a mettere in discussione tutto, anche il nome e il simbolo”. 

Il cambiamento, però, secondo l’ex segretario non potrà non nascere da un rinnovamento della struttura dal basso. A tal proposito, “entro giugno i congressi sul territorio, che ancora non sono stati celebrati, dovranno essere svolti” ha aggiunto  Lorenzo Cesa dall’Auditorium della Conciliazione a Roma. “Per arrivare al nuovo soggetto politico – è parere dell’esponente centrista – dobbiamo darci da subito una struttura snella e, dopo l’azzeramento delle cariche dei giorni scorsi, provvederemo a completarla nelle prossime settimane”.

L’ex segretario dell’Udc, inoltre, non ha mancato di commentare gli ultimi sviluppi politici, a partire dallo stravolgimento delle alleanze. La foto di Vasto, con un’alleanza Pd-Idv-Sel, ne è l’emblema. “Quella cosa lì è vecchia, da Jurassic Park” ha detto Cesa, riferendosi all’alleanza Bossi-Berlusconi. “Si è visto che a sinistra in Italia c’è già stato qualcuno che ha pensato di farsi coraggio con la vittoria di Hollande per chiedere di rispolverare la foto di Vasto. Una cosa che a me sembra lunare” ha spiegato Cesa, secondo cui “quella cosa lì è la vecchia Unione, non c’è niente di nuovo, è già stata bocciata dagli italiani e non c’è nessuna speranza che possa avere successo ora che sta di nuovo cambiando tutto”. 

Stessa cosa, ragiona Cesa, per il centrodestra dell’asse Bossi-Berlusconi, evocato da qualcuno a destra “per fare finta che non sia successo niente e ripresentarsi agli elettori tra un anno convinti di potersi ancora giocare la partita con lo stesso schieramento. A parte – ha continuato – che con tutto quello che è successo nel frattempo, quella cosa lì sembrerebbe una specie di Jurassic Park, mi permetto di suggerire un po’ più di realismo e meno illusioni perché chi volesse rinsaldare l’asse Bossi-Berlusconi già oggi, magari facendo mancare il sostegno al governo Monti, non solo si illude ma rischia di sbagliare i conti”.