Mix 1, mix 2 e mix 3. Probabile che Madonna mentre scriveva la strofe di Music (“Ehi, mister dj…”) stesse pensando proprio alla sorelle Katia e Marielle Labèque. Lei che ne è la principale sponsor – sdoganatrice pop, lei che ogni volta che passa da Parigi passa dalle sorelle e si lascia andare a quei party con performance live dove si mescolano sacro e profano e Katia e Marielle si esibiscono pianoforte coda contro coda davanti a un pubblico estasiato.

Proprio questo rimescolamento di carte e di suoni, di suggestioni culturali e di mappature sonore, stanno alla base dei tre mix in cui è suddiviso il progetto 50 Years of minimalism delle sorelle Labeque, da martedì 8 maggio e per tre sere, appuntamento clou di Angelica 2012 – Momento Maggio.

Tre prime italiane per un progetto imponente che raccoglie le energie di AngelicA Festival, del Festival L’Altro Suono promosso dal Teatro Comunale di Modena, del Teatro Comunale di Bologna e del Lugo Opera Festival promosso dal Teatro Rossini di Lugo di Romagna.

Protagoniste, con una prima italiana di amplissimo respiro, Katia e Marielle Labèque a fare il punto su 50 anni di minimalismo (o massimalismo?) americano. Loro passano indistintamente da Zubin Metha ai Radiohead, dai Wiener e i Berliner ai Sonic Youth.

Così il primo appuntamento martedì 8 maggio a Modena (ore 21, Teatro Comunale Luciano Pavarotti, in corso Canalgrande, 85): Katia e Marielle Labèque al pianoforte, David Chalmin alla chitarra, Reeks Fabio Recchia alle tastiere, Raphael Séguinier alla batteria, per un programma capace di spaziare da La Monte Young ad Arvo Part per arrivare a Michael Nyman (in prima assoluta), fino ai Radiohead e ai Sonic Youth.

Nuovo programma per il concerto di mercoledì 9 maggio a Bologna (ore 21, Teatro Comunale, in largo Respighi, 1), con musiche questa volta, tra gli altri, di John Cage (altro concerto nell’ambito di centocage), Terry Riley e Brian Eno, fino ad Aphex Twin, così come quello del concerto di giovedì 10 maggio a Lugo di Romagna (ore 21 al Teatro Rossini, in piazzale Cavour, 17) che passando per Philip Glass (in prima italiana) chiuderà poi il ciclo con uno dei pezzi cult del minimalismo americano, In C di Terry Riley.