Quella che doveva sembrare una battaglia scoppiettante si è rivelata una delle elezioni più noiose e scontate che si possa ricordare nel Regno Unito.

A Londra, tutta l’eccitazione dei media durante la campagna elettorale, è stata ripagata con il risultato che tutti, anche il più stupido, poteva prevedere. Primo, anche se con un minimo margine di vittoria, il conservatore Johnson, secondo il laburista Livingstone e tutti gli altri dietro. Una piccola sorpresa è stato il terzo posto di Jones dei Verdi, ma in generale è stato un risultato così scontato e noioso che, in tutti i media londinesi, è andato a finire in “seconda pagina”, dietro all’analisi nazionale del voto ed a volte addirittura dietro alle analisi sulla finale di Coppa d’Inghilterra.

Il voto londinese conferma quello che si pensava prima che la campagna elettorale cominciasse, e cioè che la scelta da parte dei laburisti di Livingstone, già due volte sindaco della metropoli, fosse sbagliato perché ritenuto “vecchio” politicamente e perché troppo chiara fosse l’immagine “Livingstone= laburisti dell’era Blair-Brown”.  Inoltre, il voto conferma il fatto che il candidato liberal democratico non potesse vincere e che gli altri non avevano una minima chance.

Stessa storia a livello nazionale. Il voto conferma il risultato che tutti si aspettavano.  I conservatori che affondano, i liberal democratici che vanno completamente a picco, il British National Party (destra estrema) che perde tutto ed i laburisti che ci guadagnano e conquistano buone vittorie. La coalizione in panico ed il piano “B” che cominciano a venire alla luce.

Per la gioia dei media però almeno a livello nazionale ci sono stati dei colpi di scena. La sconfitta dei conservatori nella loro roccaforte, la perdita di Glasgow ed una coalizione forzata ad Edimburgo per il Scottish National Party, la conquista del sud Inghilterra dei laburisti ed i piccoli partiti (tranne il BNP) che conquistano più voti del previsto, hanno dato un minimo d’eccitazione ad una elezione amministrativa piatta.

La gente andata a votare a queste amministrative è stata il 35%. Un fatto che ha portato a riflettere politici, esperti di politica e giornalisti. Sembra infatti che i britannici se ne siano fregati del voto e che il popolo e la politica si stiano allontanando sempre di più. Invece d’andare al seggio hanno preferito il pub.

 Forse, come in Italia, anche nel Regno Unito ne hanno avuto abbastanza di balle e promesse. 

Di Cristian Sacchetti, studente alla University of Westminster e giornalista freelance  http://cristiansacchetti.wordpress.com/