“Per sapere qualcosa sui presunti brogli alle primarie forse avremmo dovuto essere a una cena elettorale che si è tenuta sabato a Mondello alla quale hanno partecipato, oltre al candidato sindaco Leoluca Orlando, alcuni pm di Palermo che seguono le indagini sulla vicenda”. La battuta al vetriolo di Antonello Cracolici, capogruppo all’Ars del Pd e sostenitore di Fabrizio Ferrandelli, allunga la scia di veleni e colpi bassi che ha caratterizzato la campagna elettorale per le elezioni amministrative a Palermo. “I magistrati della Procura della Repubblica di Palermo non hanno preso parte ad alcuna cena elettorale in favore dell’onorevole Orlando. Hanno partecipato a un ricevimento in una casa privata di una collega e amica per festeggiarne l’inaugurazione. A detto ricevimento erano presenti numerosi altri magistrati pure di altri uffici e, per qualche tempo, anche l’onorevole Orlando” è stata l’immediata replica della procura, a testimoniare come a poche ore dal voto la temperatura nel capoluogo siciliano sia altissima. I giochi per il toto ballottaggio sono ancora apertissimi: con undici candidati sindaco ai nastri di partenza, sostenuti da ben ventisei liste, le previsioni non sono facili.

Il dato importante a livello elettorale è che su undici pretendenti alla carica di primo cittadino, appena tre detengono oltre il 60 per cento del consenso: la sfida per un posto al ballottaggio è tutta tra Massimo Costa, Fabrizio Ferrandelli e Leoluca Orlando. E nonostante l’abbondanza di candidati a sindaco, dovrebbe essere alta anche la storica percentuale degli astenuti. Di certo c’è che dall’esito delle amministrative palermitane dipende anche lo scenario politico delle alleanze a livello regionale e nazionale. Costa, sostenuto da Pdl, Udc e Grande Sud, è indicato da più parti come il concorrente più forte del centrodestra. Dopo una campagna elettorale esplosiva, densa di eventi e slogan sparati, adesso sembra aver perso qualche punto.

In ripresa c’è invece l’indice di gradimento di Alessandro Aricò, candidato di Futuro e Libertà su cui ha “ripiegato” anche il Movimento per l’Autonomia del governatore Raffaele Lombardo che aveva inizialmente puntato proprio su Costa. Aricò è sostenuto da ben sette liste: molte probabilmente non supereranno lo sbarramento del 5 per cento, ma faranno comunque da traino per il giovane pupillo di Gianfranco Fini. L’incognita nel centrodestra è rappresentata dal rendimento di Marianna Caronia, sostenuta dal Pid di Saverio Romano, che ha candidato nella sua lista Amo Palermo anche Vincenzo Ganci, finito in manette appena due settimane fa in un’operazione antimafia.

La vera sfida per un posto al ballottaggio del 20 maggio, però, si gioca tutta nel centrosinistra, dove il vincitore delle primarie Fabrizio Ferrandelli combatte voto su voto contro il suo ex maestro Leoluca Orlando. I diverbi tra il giovane ex capogruppo di Idv in consiglio comunale e lo storico sindaco della primavera sono cominciati con la decisione di Ferrandelli di candidarsi alle primarie sostenuto dal senatore Peppe Lumia, il regista dell’accordo Pd–Mpa all’Assemblea regionale siciliana, nonostante Orlando avesse già deciso di appoggiare Rita Borsellino. Dopo la vittoria di Ferrandelli – su cui si sono allungate le ombre dell’indagine per i presunti brogli elettorali – Orlando ha “riflettuto” diciotto giorni prima di candidarsi per la quinta volta a sindaco della città. Adesso, dopo una campagna elettorale tutta improntata sulla sua esperienza, l’ex leader della Rete è considerato da parecchi sondaggi il candidato più forte del centrosinistra.

Un piccolo problema per Orlando potrebbe però essere il fatto che è sostenuto soltanto da Idv e dalla Federazione della Sinistra. Ferrandelli al contrario può contare sull’appoggio del Pd, di Sinistra Ecologia e Libertà (che ha perso però qualche pezzo in direzione orlandiana) e dei Riformisti di Carlo Vizzini: soltanto con i voti di lista il favorito di Peppe Lumia dovrebbe partire da una base di poco superiore al 23 per cento. Per il ballottaggio dovrebbe bastare il 25/28: il voto disgiunto e la nuova legge elettorale (che non assegna automaticamente la preferenza al candidato sindaco collegato alla lista votata) annullano però qualsiasi previsione della vigilia.

Dopo due mesi di accesi diverbi nel frattempo la diatriba Ferrandelli-Orlando è approdata anche in ambito musicale: giovedì il violoncellista Giovanni Sollima si è esibito per il leader di Italia dei Valori. Il giorno dopo Ferrandelli ha subito risposto con Edoardo Bennato e il Teatro degli Orrori, band rock molto conosciuta tra i giovani. Appena una settimana fa il candidato del Pd aveva assistito allo Zen all’esibizione del cantante neomelodico Gianni Celeste, autore di canzoni contestate come ‘Nu Latitante: un repentino e radicale cambio di generi musicali che testimonia come la battaglia per gli ultimi voti utili sia ormai accesissima.

E mentre i candidati al consiglio comunale danno la caccia al voto porta a porta (citofonando anche personalmente alle prime ore del mattino) il Movimento Cinque Stelle, che dovrebbe superare ampiamente il 5 per cento di sbarramento, ha scritto alla prefettura chiedendo di togliere le tendine dalle cabine elettorali. “Il fenomeno della compravendita – spiega il candidato sindaco Riccardo Nuti nella lettera – è purtroppo una pratica molto diffusa, specialmente nelle zone economicamente svantaggiate della città e si può concretizzare, per esempio, fotografando la scheda elettorale col cellulare”.

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