Parte oggi da Herning, in Danimarca, la 95esima edizione del Giro d’Italia. Dalla cronometro individuale in programma oggi lungo il 56 parallelo – mai il Giro nella sua storia era partito da così a nord, il precedente record due anni fa con la partenza da Amsterdam – alla cronometro individuale in programma il 27 maggio a Milano che concluderà la manifestazione, una carovana composta da circa 2500 persone e 700 mezzi percorrerà migliaia di chilometri (3503) per quella che sarà un grande festa: un consolidato e centenario appuntamento con epiche imprese sportive da scrivere nel mito e polemiche da consegnare agli appassionati. O più spesso, ultimamente, alle aule dei tribunali. Trasmesso in diretta televisiva in 167 paesi in 5 continenti, il Giro prevede quest’anno un fatturato vicino ai 500 milioni di euro.

IL PERCORSO – Disegnato con un buon equilibrio tra montagna e pianura, anche se non mancano i tapponi di montagna dove si corre per la storia oltre che per la classifica, il Giro d’Italia 2012 è stato presentato come una corsa a “misura d’uomo”, con la speranza di riportare il ciclismo a livelli più umani, lontani dalle farmacie. In totale ci saranno 21 tappe, tra cui sei arrivi in salita per gli scalatori, sette in pianura dove si sfideranno i velocisti, e 71,9 Km da correre a cronometro: le due crono individuali che aprono e chiudo il giro, più una a squadre di 33,2 km alla quarta tappa a Verona. Nell’ultima settimana i piatti più appetitosi, con tre durissime tappe dolomitiche che fanno d’antipasto al momento clou del Giro: la penultima tappa, in programma il 26 maggio, che prevede il passaggio sul Mortirolo e l’arrivo, dopo 37 anni, sullo Stelvio: la Cima Coppi (il passaggio a maggior altitudine) del Giro 2012, già ribattezzata la “resa dei conti”. Qui, con tutta probabilità, si deciderà il vincitore della corsa rosa. 

I PROTAGONISTI – Chi c’è e chi non c’è, e per quali motivi. Un approccio purtroppo obbligatorio nel ciclismo di oggi. Mancheranno Vincenzo Nibali, Cadel Evans, Andy Schleck e Bradley Wiggins, attesi protagonisti al Tour. Non ci saranno nemmeno gli squalificati per doping. Lo scalatore italiano Riccardo Riccò, che l’anno scorso ha rischiato di morire in seguito ad un’autoemotrasfusione e che il mese scorso è stato squalificato per 12 anni. E Alberto Contador: il dannato, e condannato, campionissimo spagnolo che ha dominato le grandi corse a tappe degli ultimi anni. In un primo tempo vincitore del Giro d’Italia 2011, la pena comminatagli dal Tas a febbraio, due anni di sospensione da scontare retroattivamente da agosto 2010, lo ha privato delle vittorie al Tour 2010 e al Giro 2011.

Il titolo di vincitore dello scorso anno è stato quindi assegnato all’allora secondo in classifica Michele Scarponi, che si presenta quest’anno al via nel ruolo di favorito. Il capitano della Lampre è in ottima forma, avendo scelto il Giro come obiettivo stagionale. Le montagne lo aspettano. Oltre alla strada, da sempre giudice supremo, la prima insidia potrebbe però essere intestina e arrivare dal suo compagno di squadra Damiano Cunego: un ottimo gregario e alleato pronto a trasformarsi lungo i chilometri nel più pericoloso dei rivali, come insegna la storia delle due ruote. Non in ottima forma, ma destinato a crescere insieme al Giro e pertanto impossibile da non inserire tra i favoriti, Ivan Basso: capitano della Liquigas e già vincitore due volte al Giro nel 2006 e 2010. Così come il lussemburghese Franck Schleck, fratello maggiore di Andy: non sembra in grande forma ma non va sottovalutato.

Poi, in corsa per la vittoria finale, ci sono il francese John Gadret, quarto (poi terzo) l’anno scorso, il venezuelano Josè Rujano, lo spagnolo Joaquim Rodríguez e, soprattutto, Roman Kreuziger, giovane promessa ceca unanimemente considerata uno dei migliori talenti del ciclismo mondiale. Questo Giro potrebbe essere l’occasione per certificarlo. Per le tappe intermedie occhio a Filippo Pozzato e Alessandro Ballan, per quelle di montagna a Domenico Pozzovivo, fresco vincitore del Giro del Trentino, e allo spagnolo Mikel Nieve. Per le volate al maestro britannico Mark Cavendish e al norvegese Thor Hushovd. Poi anche a Farrar, Goss, Haedo e ai nostri Viviani e Bennati. E magari a una delle giovani promesse azzurre Modolo, Guardini e Chicchi. Che avranno l’occasione di misurarsi con gli sprinter più forti in circolazione e diventare simbolo di un Giro 2012 che aspira a diventare tappa di ricambio generazionale: ben 54 dei 198 corridori presenti oggi ai nastri di partenza avranno infatti meno di 25 anni.