Lo spirito di Olimpia può attendere. E’ quello che dovranno aver pensato i creativi ingaggiati dalla “Presidenta” argentina Kirchner per mettere a punto uno spot al vetriolo in vista dei Giochi di Londra. E il video, ovviamente, ora spopola in rete. La “sceneggiatura” è semplice: Fernando Zylberberg, giocatore della nazionale argentina di hockey, si allena in giro per Stanley, capoluogo delle Falklands (o Malvinas, fate vobis). La musica è da film epico, un misto tra Gladiatore e Rocky. Un minuto e mezzo di cartoline dalle isole dell’Atlantico del Sud, mentre il sudore di Zylberberg aggiunge quel tocco eroico che alla Kirchner piace così tanto.

Ma fino a qui sembra solo una timida provocazione al nemico di sempre, a rivendicare l’essenza argentina delle isole. Alla fine, però, arriva l’affondo: “Per competere sul suolo inglese, ci alleniamo sul suolo argentino”. E poi, in chiusura, nientemeno che lo stemma ufficiale della Casa Rosada, preceduto dalla dedica “Omaggio ai caduti e agli ex combattenti”.

Apriti cielo, ovviamente: i primi a reagire sono stati gli inglesi delle Falklands, peraltro gabbati clamorosamente con uno spot girato sotto il loro naso. E non poteva mancare la disfida sul web tra filoinglesi e filoargentini. Colpa di una ferita non ancora rimarginata, colpa di un revanchismo nazionalista che la Kirchner sta cavalcando da tempo. Colpa del trentennale della guerra vinta da Margaret Thatcher contro la giunta militare, ricorrenza che coincide con le Olimpiadi ospitate proprio dalla capitale dell’odiata Inghilterra.

Una miscela esplosiva che pare non si debba fermare con lo spot provocatorio. La stessa Cristina Kirchner sembra che stia pensando a una maglietta da fare indossare agli atleti argentini nel corso della cerimonia di inaugurazione dei Giochi con una scritta inequivocabile “Las Malvinas son argentinas“.

Ulteriore provocazione, stavolta davvero su suolo britannico, sotto gli occhi di Sua Maestà e di decine di migliaia di inglesi pronti a reagire con una selva di fischi. Ma si tratta di una provocazione che, se le regole del Comitato olimpico internazionale valgono ancora qualcosa, non dovrebbe avere luogo. Il Cio, infatti, ha recentemente ribadito che nel corso dei Giochi non è permessa alcuna rivendicazione politica o ideologica. Tantomeno, aggiungiamo noi, se va a colpire il paese ospitante, la compassata e potente Inghilterra.

Intanto le tensioni sulle Falklands non accennano a diminuire, e non solo sul piano sportivo. Negli ultimi mesi l’esercito britannico ha intensificato la presenza nell’arcipelago e a Stanley è arrivato persino il principe William, a confermare quanto Londra sia capace di tenere botta a Buenos Aires anche sul piano simbolico. All’inizio dei giochi mancano meno di tre mesi. Cos’altro tirerà fuori dal cappello la Presidenta Kirchner per irritare il compassato nemico di sempre?