Anzi, no: c’è una badante per ogni stagione. O, ancora meglio: cambiano i leader, ma le badanti migliori restano le terrone. È tempo di veleni nella Lega di stanza nei Palazzi romani.

L’ombra di Rosi Mauro è ancora lì a ricordare un passato che non si allontana e c’è chi guarda al futuro sapendo che somiglierà proprio a quel passato lì. Forse persino troppo. Al centro dei livori e dei rancori delle file del Carroccio di lotta e non di governo, è ritornata di recente la procace Isabella Votino, ex portavoce di Bobo Maroni al ministero dell’Interno, soprannominata dai cronisti di Palazzo “porta silenzi” per il muro omertoso che soleva ergere intorno al suo dante causa ai tempi del Viminale. Nelle ultime settimane eccola di nuovo lì, onnipresente alle spalle di Maroni. In tv come altrove. E c’è chi pensa – e non ne fa mistero – che la mora trentenne sannita, ombra del barbaro sognante da quando era capogruppo alla Camera, una volta eletto nuovo segretario della Lega, possa diventare addirittura qualcosa di peggio di quella che è stata Rosi Mauro con Bossi negli ultimi anni.

Le premesse paiono esserci tutte. Perché non solo Bobo le ha ritagliato un prestigioso posto nell’ufficio relazioni istituzionali del Milan, ma ha anche preteso che restasse a far parte del gruppo degli addetti stampa del Carroccio alla Camera. Dove non c’è mai, ma pazienza. È andata un po’ così. Che l’estate scorsa, quando già tirava aria pesante per la tenuta del governo Berlusconi, Maroni abbia bussato alla porta di Adriano Galliani, suo amico personale e ad del Milan calcio, per trovare un lavoro a Isabella. Maroni, per inciso, tifa Milan dalla nascita e la Votino (pare) pure, anche se lei è di Montesarchio, cuore del Sannio, insomma un po’ terrona. Galliani, presosi tempo per riflettere su “un incarico adeguato allo spessore della persona”, si presentò poi con una proposta da non poter rifiutare, guarda caso alla vigilia del voto della Camera sull’arresto di Nicola Cosentino. Dove, si sa, Maroni aveva provato a fare fronda, uscendone però sconfitto.

Tanto, Isabella aveva già firmato come responsabile dell’Osservatorio per le manifestazioni sportive del Viminale. Per conto, ovviamente, del Milan. Uno stipendio serio per una ragazza di trent’anni, oltre i quattro mila euro mensili. Un po’ meno, però, di quello che prendeva al Viminale. E, allora, toccava rimediare. Già, perché poi, da donna rossonera, le sarebbe stato complicato continuare ad avere una veste credibile di “ombra” di Maroni. Detto, fatto. Il generoso Bobo non solo l’ha confermata propria assistente personale come deputato, ma ha anche preteso il mantenimento del suo ruolo all’interno del gruppo comunicazione della Lega alla Camera.

Son partiti circa altri 4 mila euro (comprensivi, a quanto sembra, di ogni possibile rimborso spese) solo per poter seguire, nella consueta veste di addetta stampa, il Maroni ovunque lui vada. Insomma, non si può dire che Bobo sia uno che si fa parlare dietro; quando c’è da gratificare il valore personale, la scopa la ripone nel ripostiglio. Perché Isabella ha fatto tanto per lui. Arrivata a Roma sotto l’ala protettrice di Pasquale Viespoli, senatore di rautiana memoria, la beneventana Isabella Votino è amica personale di Alemanno e si muove con disinvoltura anche nella “Roma godona” delle feste vip, ma la si può incontrare anche nei locali più trendy di Milano, omaggiata, fra l’altro, come “donna più potente del Viminale dopo Rosa Russo Iervolino” da industriali e onorevoli, star televisive e fotografi di Chi.

Adora festeggiare il suo compleanno in locali glamour, dal Cavalli Just Cafè di Milano al Majestic di Roma, chef d’eccezione Filippo La Mantia, passando per Palazzo Ferrazzoli fino al mitico ristorante meneghino da Giannino, dove arriva di solito accanto al “suo” Bobo direttamente da San Siro dopo aver visto il Milan. Insomma, un’assistente davvero preziosa, di cui Maroni non sembra poter fare a meno. Le badanti, si sa, valgono tanto oro quanto costano.

Il Fatto Quotidiano, 4 Maggio 2012