Per chi ha problemi per arrivare a fine mese, tutti i mesi, il voto può essere considerato un bene di lusso da cedere al miglior offerente. A Palermo è sempre stato così e molte carriere politiche sono state costruite su questo voto a perdere. “Ad una cattiva raccolta di voti corrisponde una cattiva democrazia” diceva Libero Grassi.

Come si potrebbe allora, in modo semplice ed efficace, contribuire a migliorare la qualità del consenso? Il Movimento 5 Stelle ha appena proposto al Prefetto, al Questore e al Commissario Straordinario al Comune di Palermo il rimedio più semplice: tenere aperte le tendine ai seggi.

Come è possibile cogliere in flagranza di reato un elettore con le tendine chiuse? Sapete cosa è successo dietro queste tendine? E’ successo che qualche elettore-venditore abbia ricevuto da un grossista in voti (le attuali quotazioni sono: € 5.000 x 100 voti) una scheda timbrata e vidimata trafugata alla vigilia del voto che è stata poi debitamente compilata e consegnata al venditore con l’intesa di riportare quella in bianco ricevuta al seggio, per continuare così lo scambio. Oppure succede che l’elettore-venditore, presunto analfabeta, compili con un normografo la preferenza oppure scatti una foto alla scheda compilata con il telefonino. A tende chiuse tutto questo è successo e può succedere finchè lo consentiremo.

P.S. – Complimenti ai ragazzi del M5S che in questo modo rispondono con i fatti a chi sa fare solo polemiche, magari interessate, sulla mafia.