In qualche maniera è la fine di un’era. I gestori dei call center hanno minacciato di chiudere bottega se il governo dovesse eliminare i contratti a progetto. È l’allarme lanciato da Assocontact, l’associazione nazionale affiliata a Confindustria. La parola chiave è affiliata.

Sbaraccheranno qui per delocalizzare all’est, promettono. Così ci strapperanno via dal cuore quello che è stato il nodo e il simbolo della miseria e del precariato. Miseria e precariato, hanno assicurato, ce le lasceranno.

“Oh ti ricordi” – diremo tra qualche anno se l’economia prosegue così meravigliosamente – “quando eravamo precari? Bei tempi”. Indi usciremo dalla nostra casetta di paglia e ci spartiremo una radice con una capra, ma, moderni e informati, terremo un occhio ai movimenti della borsa. “Papà papà, lo spread è salito”. “Mastica a bocca chiusa il tuo lichene, figlio mio”.

I gestori sono letteralmente disperati. Non solo per calcolo economico, ma per amore dei valori che la nostra patria sa garantire. “Qui in Italia sfruttiamo a meraviglia” – hanno spiegato – “Romania, Bulgaria… non sono paesi affidabili. Agli italiani abbiamo dato un lavoro di merda, li abbiamo pagati uno schifo e hanno fatto qualcosa? Sì, hanno telefonato. Anzi, visto che non gli versavamo i contributi che abbiamo fatto? Chiamate, dicevamo, chiamate i vecchi quando sono soli in casa e vendetegli pelapatate, telefonia, vacanze in Siberia. La consumassero quella pensione che a voi non spetta! La scontassero, i porci! Chi ha fatto più di noi per il dialogo tra le generazioni? E c’è qualcuno che ha tirato su una barricata? Macchè! A questo valore aggiunto non vogliamo rinunciare. W Mazzini! W Paolo Rossi! W Treu!”.

Il governo è prontamente corso ai ripari. Monti, nonostante tutta la buona volontà, continua a pagare il suo debito di comunicazione e a passare per un Primo Ministro e non per l’esecutore testamentario dello stato sociale. Il Premier ha rispiegato per l’ennesima volta che non si tratta di estendere i diritti ma di toglierli a tutti. Ma la dichiarazione è caduta nel silenzio generale. Come se a nessuno importasse niente.

“Gli italiani sono una garanzia – hanno concluso i gestori – non gli inaffidabili rumeni. Ma non li leggete i giornali? Quelli vent’anni fa hanno tirato giù un dittatore. Contemporaneamente, qui da noi, ne tiravamo su uno. Un popolo come il nostro, dove lo trovi?”.

 

di Nicola Baldoni