Dai piani alti di Palazzo Lombardia continua a respingere ogni richiesta di dimissioni. Ma nel gradimento dei cittadini Roberto Formigoni è in caduta libera. E finisce all’ultimo posto nella classifica dei primi dieci governatori che viene stilata ogni tre mesi dall’istituto di ricerca Datamonitor. In cima alla graduatoria confermato il leghista Luca Zaia, presidente del Veneto (con un indice di apprezzamento del 59,1 per cento), mentre il governatore della Toscana Enrico Rossi (Pd) con il 58,6 per cento scalza dal secondo posto il compagno di partito Vasco Errani (Emilia Romagna), che scende sul terzo gradino del podio (58,4 per cento).

Tempi duri per Formigoni, che meno di un anno fa (60,6 per cento a giugno 2011) era il governatore più amato insieme a Zaia. Poi il suicidio del vice di don Luigi Verzè, Mario Cal, e l’inchiesta sul San Raffaele hanno iniziato a intaccare la sua immagine. A settembre il presidente della Lombardia è sceso al secondo posto (60 per cento), a dicembre al quarto (54,2 per cento). Ai presunti fondi neri del San Raffaele, intanto, si sono aggiunti quelli della clinica Maugeri, mentre i particolari sulle vacanze di Formigoni hanno messo in evidenza i suoi legami con Pierangelo Daccò, il lobbista ciellino abile ad accaparrarsi i finanziamenti regionali alla sanità. Così nel primo trimestre del 2012 l’indice di gradimento è arrivato al 51,7 per cento, con una variazione in negativo del 2,5 per cento che è la più alta tra quelle registrate dai dieci governatori.

Formigoni si è sempre difeso dicendo di non essere indagato in nessuna delle inchieste sulla sanità lombarda. Ma questo non ferma il calo di fiducia nei suoi confronti. Anzi, secondo l’indagine di Datamonitor, al governatore lombardo va peggio che a Vasco Errani. Il presidente dell’Emilia Romagna, pur avendo ricevuto a marzo un avviso di fine indagini per falso ideologico, limita infatti la diminuzione del suo gradimento a un -1,6 per cento, che gli consente di rimanere sul podio.

La fiducia nell’operato dei governatori subisce il generale momento di difficoltà della classe politica. In flessione sono infatti anche gli indici di Rossi (-0,2 per cento) e di Zaia (-0,9 per cento), su cui potrebbero avere pesato le inchieste sull’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito. Solo tre governatori su dieci vedono aumentare il loro apprezzamento. Il presidente della Sicilia Raffaele Lombardo (Mpa) sale dall’ottavo al quarto posto con il 53,6 per cento (+0,6 per cento rispetto al trimestre precedente). Lo segue a ruota Stefano Caldoro (Pdl), che in Campania ottiene il 53,4 per cento (+1,2 per cento rispetto a dicembre 2011, quando era decimo). In ascesa anche Gian Mario Spacca (Pd, governatore delle Marche), che passa dalla nona alla sesta posizione (53,2 per cento, +0,7 per cento).

Settimi a pari merito sono Renata Polverini (Lazio) e Renzo Tondo (Friuli Venezia Giulia): entrambi del Pdl, scendono al 53 per cento, la prima con un calo dell’1,1 per cento, il secondo dello 0,9 per cento. Nono si classifica il presidente Pdl della Calabria Giuseppe Scopelliti (52,2 per cento, -1,6 per cento). Nella top ten cinque governatori sono a capo di una regione del Nord, tre del Sud e due del Centro. Mentre il centrodestra batte il centrosinistra 7 a 3.