I tagli del governo alla spesa pubblica tramite la spending review, l’esecutivo che si affida a Enrico Bondi, Franco Giavazzi e Giuliano Amato, la crisi economica e la situazione politica interna sullo sfondo. E’ un primo maggio di polemica politica quello che segue agli annunci di Mario Monti, il quale ieri ha spiegato le linee guida di una razionalizzazione dei costi che punta a far risparmiare allo Stato 4,2 miliardi di euro. Un progetto che però, per modalità e nomi dei protagonisti, non va giù ai sindacati. Per loro, quello di oggi non è un bel Primo Maggio e almeno su questo si trovano d’accordo con il ministro del Lavoro Elsa Fornero, che durante le celebrazioni al Quirinale per la festa dei lavoratori ha offerto una lettura non positiva del momento contingente. “‘Non è un bel primo maggio sia per l’assenza di lavoro che è un grandissimo problema, ma anche per gli incidenti sul lavoro, gli ultimi due accaduti ieri” ha detto Elsa Fornero, secondo cui il governo deve “riflettere sulle ragioni di questa crisi, ma soprattutto agire”. Il capo dello Stato, invece, nel suo intervento ha chiesto alle parti sociali di evitare contrapposizioni “laceranti e paralizzanti”.

Video – Torino, alcuni manifestanti contestano la Fornero nel 1 maggio

Giorgio Napolitano (presidente della Repubblica)
Basta ”arroccarsi” su conquiste del passato, si devono “riformulare le proprie ragioni”. Discorso inequivocabile quello di Giorgio Napolitano, nel suo discorso al Quirinale in occasione della festa del primo maggio. ”In tempi di crisi come quelli che stiamo attraversando e attraverseremo nei prossimi anni – ha detto Napolitano – ogni posizione puramente difensiva o nostalgica è perdente” e occorre “mirare a un benessere diversamente concepito dal modello del secolo scorso”. Per il capo dello Stato, inoltre, se non si cambiano posizioni, “l’Europa che rischierebbe di scivolare ai margini della storia”. Napolitano ha fatto appello alle parti sociali e alla politica affinché evitino contrapposizioni “laceranti e paralizzanti”. Serve dunque “cooperazione” per trovare soluzioni nell’interesse generale. “Non è questione di formule o alleanze politiche e di governo ma di clima e di condivise assunzioni di responsabilità” ha detto il Presidente della Repubblica, che poi, rivolgendosi ai partiti che sorreggono il governo, ha chiesto di “dare nuova prova del loro senso di responsabilità” affinché arrivino velocemente “a intese conclusive su una legge così importante e delicata” come quella della riforma del lavoro.

Non solo. Per quanto riguarda l’operato del governo, “non c’è alternativa all’attuazione di riforme strutturali”, così come “non c’è alternativa al proseguire con intatta determinazione nell’impegno per il pareggio di bilancio e per un deciso, sistematico abbattimento del debito pubblico”. ”I provvedimenti deliberati dal governo Monti – ha aggiunto il Presidente della Repubblica – hanno portato a un ritorno di fiducia nella sostenibilità finanziaria del nostro Paese”, mentre per quanto riguarda la questione degli esodati, che “resta da chiarire e risolvere all’interno delle ineludibili riforme”. Sulla spending review, Napolitano ha detto che il Governo si propone “un contenimento non più indiscriminato ma selettivo della spesa pubblica” che pure ha bisogno di “una profonda revisione” che tocchi sia le “condizioni di produzione dei servizi pubblici e quindi anche su rilevanti strutture amministrative”. Il capo dello Stato, inoltre, ha ricordato che i dati economici negativi dell’Italia rispecchiano “drammatiche difficoltà di famiglie ed intese” e fanno emergere “realtà che nessuno può sottovalutare o considerare con distacco”, sottolineando che “i casi estremi del lavoratore sull’orlo della disoccupazione o dell’imprenditore sull’orlo del fallimento che si tolgono la vita non possono non addolorarci e scuoterci”. In chiusura del suo intervento, infine, il Presidente della Repubblica è tornato a spingere sul tema dell’evasione fiscale: “E’ fondamentale predisporsi al cambiamento – ha detto Napolitano – e i cittadini devono esigere questo cambiamento da quanti hanno tratto benefici illeciti dal dilatarsi della spesa pubblica e sono venuti meno ad obblighi di lealtà verso lo Stato e la comunità, obblighi come quello fiscale”. 

Elsa Fornero (ministro del Lavoro)
”La riforma del mercato del lavoro è al tempo stesso un bene comune di grande importanza e un fattore decisivo di crescita”. Con queste parole, pronunciate nel corso delle celebrazioni per il primo maggio al Quirinale, il ministro Elsa Fornero ha evidenziato che il compito del Governo è di “agire sulle istituzioni, le regole e i comportamenti per conseguire l’obiettivo di un mercato del lavoro inclusivo e dinamico”. “Nell’attuale, particolarmente difficile situazione economico-sociale – ha detto il ministro – la ricorrenza del primo maggio non può essere un tempo soltanto di celebrazione, né soltanto di rassegnazione”. Per la Fornero, al contrario, il primo maggio “deve anche rappresentare un momento di riflessione sul lavoro nei suoi molteplici aspetti e soprattutto di fermi propositi sui buoni cambiamenti possibili”.

Raffaele Bonanni (segretario Cisl) 
”Siamo al subappalto delle responsabilità. I tecnici interpellano altri tecnici”: parole dure quelle usate dal leader della Cisl per commentare la decisione del governo di affidare a tre tecnici (Bondi, Amato e Giavazzi) il tema dei tagli alla spesa pubblica. “Non voglio fare critiche – ha detto entrando nella Cattedrale di Rieti per una messa per i lavoratori disoccupati prima della manifestazione per il Primo Maggio – ma spero non si sia entrati in una logica di fuochi pirotecnici invece che di un governo silente ed efficace”. La Cisl, infatti, ha chiesto al governo di tagliare le tasse sul lavoro dipendente e pensioni perché per il sindacato è l’unica via per la ripresa economica. “Non si vedono tagli alle spese e non si vedono tagli alle tasse – ha detto Bonanni – E’ inutile girarsi intorno: nessun governo al mondo per rilanciare l’economia carica di tasse i cittadini. Non c’è ripresa se non si interviene sui punti focali di quello che fa ricchezza”. La Cisl, inoltre, è tornata a chiedere di regolare le tasse sulla benzina, il credito di imposta per chi investe e una lotta senza quartiere all’evasione fiscale. Bonanni, infine, ha sottolineato la necessità di vendere i beni di Stato, che ammonterebbero a 500 miliardi.

Susanna Camusso (segretario Cgil)
“Cambiare la politica di rigore e recessione per fare una politica di crescita”. Non ha usato mezzi termini Susanna Camusso per chiedere al governo di investire per creare più lavoro per i giovani, per l’istruzione e per le infrastrutture. A margine della manifestazione di Rieti per festeggiare il Primo Maggio, il segretario della Cgil, dopo aver sottolineato che “la prima richiesta che facciamo al governo è abbassare le tasse sul lavoro dipendente e fare una politica di crescita e di investimenti”, non ha risparmiato critiche a Mario Monti sui nomi scelti per attuare i tagli alla spesa pubblica. ”C’è un governo tecnico che continua a nominare tecnici – ha detto il leader sindacale – Vi proporrei di nominare un tecnico per la patrimoniale”. La Cgil, inoltre, è tornata a chiedere al governo una soluzione per gli esodati che sia “previdenziale”: “Abbiamo ricevuto una lettera che preannuncia un incontro con il governo (il 9 maggio, ndr) continuiamo a non avere numeri credibili – ha detto Susanna Camusso – Ribadiamo che la soluzione che deve essere data deve essere previdenziale per tutti”. Nessuna disponibilità, quindi, a percorsi come quello di un ammortizzatore sociale verso la pensione. Il segretario della Cgil, inoltre, ha chiesto a chiare lettere al governo di chiudere l’0accordo con la Svizzera per il rientro in Italia dei capitali frutto dell’evasione fiscale e di “cambiare spartito” perché in questo modo “non si vede la differenza tra questo esecutivo e quello precedente: sul mercato del lavoro non ci hanno convinto, né sugli ammortizzatori sociali, né sui licenziamenti facili”. Poi la proposta: “tagliare le tasse sul lavoro e di cominciare detassando la tredicesima già quest’anno” perché “abbiamo bisogno di una risposta sui redditi dei lavoratori e dei pensionati. Ci detassi la tredicesima e nel 2013 si faccia una riforma strutturale”. 

Giovanni Centrella (segretario Ugl)
”Il governo si sta dimostrando troppo attento ai bilanci dello Stato e poco a quello delle famiglie italiane, sempre più in difficoltà a sostenere il costo della vita e le conseguenze della crisi”: parola del segretario dell’Ugl Giovanni Centrella, secondo cui “la riforma del lavoro renderà più insicura l’occupazione e non ne creerà di nuova. Quella delle pensioni – ha sottolineato Centrella – ha creato più di 130 mila esodati che non sono più né lavoratori né pensionati. Anche gli imprenditori sono arrivati a gesti estremi perché non riescono a sopportare la pressione della crisi”. Poi l’appello nei confronti dell’esecutivo di Mario Monti: “Se il governo non porterà a termine al più presto una riforma fiscale e un piano per lo sviluppo la situazione non potrà fare alto che peggiorare”.

Luigi Angeletti (segretario Uil)
Il segretario della Uil Angeletti, invece, ha incentrato le sue parole sulla crescente preoccupazione per l’aumento del numero di chi non ha lavoro: “‘Sono stato facile profeta a dire che il tasso di disoccupazione sarebbe andato a due cifre nel 2012” ha detto Angeletti, alla partenza del corteo per la manifestazione del Primo Maggio a Rieti commentando i dati dell’Ilo sulla disoccupazione al 9,7 per cento nel quarto trimestre 2011.

La politica
”Siamo in recessione e dobbiamo dare un occhio alle piccole imprese che perdono liquidità; lo Stato deve fare la prima mossa ora. Penso che questa settimana si possa trovare una soluzione”. E’ un Pier Luigi Bersani che chiede risposte in tempi brevi al governo quello intervenuto a Portella della Ginestra (Palermo) per celebrare il 1 maggio. “Credo – ha aggiunto Bersani – che lo Stato debba riuscire a immagazzinare un po’ di liquidità dopo di che ragioneremo insieme sulla crescita. Gli enti locali non devono essere visti come una malattia ma come una parte della medicina”. Per quanto riguarda il lavoro, invece, il leader del Pd ha detto che il suo partito è al lavoro”in parlamento per avere ammortizzatori sociali per i giovani e perché si chiuda il buco sugli esodati”. Non poteva mancare un passaggio sui tagli imposti dal governo Monti in Cdm, con Bersani ad annunciare che il Pd non si metterà “di traverso ma si deve fare un’operazione seria e in profondità, senza illuderei che in quattro e quattr’otto si abbiano i risultati”. Per Bersani, del resto, “occorrono investimenti seri e immediati e liquidità per le piccole imprese”. “Voglio dire la verita”: il Presidente del Consiglio è stato perfino brutale nei confronti delle proposte avanzate responsabilmente e legittimamente dal Popolo della Libertà”: parola di Sandro Bondi, il quale crede “che Monti non potrà non rendersene conto e offrirne una interpretazione accettabile, considerando la prova di assoluta responsabilità offerta dal Presidente Berlusconi e la condotta ineccepibile del nostro segretario politico nazionale”.