Il volto invecchiatissimo e nessuna calza a edulcorarlo, Silvio Berlusconi ha esalato il suo augurio: “Porta a Porta è entrato nella storia. Un esempio di equilibrio e buona informazione, lontano dalle piazze che alimentano odio e invidia incitando alla demonizzazione dell’avversario. Mi auguro che Vespa dica per altre 2mila puntate, come la protagonista di Via col vento: ‘Domani è un altro giorno’. Anzi, un’altra notte”.

Giovedì sera, RaiUno. Si festeggiano le 2mila puntate della “terza camera”, varata il 22 gennaio 1996. Da allora abbiamo visto di tutto: contratti, risotti, diete, protesi di silicone, persino il trans Natalie dopo lo scandalo Marrazzo.

Ma per la celebrazione non c’è nessun ospite in studio. Vespa raccorda l’antologia con poche parole. Inizio dedicato a Papa Woytjla, che telefonò il 13 ottobre 1998. Un bignami di storia d’Italia strizzando l’occhio ai potenti. Il pubblico non ha gradito, poco più dell’11 percento di share (meglio Matrix). Compleanno senza ritmo. Un Blob che avrebbe funzionato soltanto se Vespa si fosse accorto che era, appunto, Blob. Berlusconi che firma il contratto. Il risotto di D’Alema. Maroni che suona il piano mentre i Pooh duettano con Alba Parietti, Mastella che intona “Roma nun fa’ la stupida stasera”, Mino Reitano che grida “Italia” mentre Bossi urla “Padania”. Da Cogne ad Avetrana, lirismi inclusi. Sulla morte di Giovanni Paolo II: “La campana ci ricorda che non si riaffaccerà più dalla sua finestra”. Su L’Aquila: “750 anni massacrati da pochi secondi di terremoto (..) Più di 200 bare rappresentavano il Cristo, lo strazio dei parenti la Vergine addolorata”. Sulla Costa Concordia : “Sembra un goffo giocattolo lasciato sulla battigia da un bambino capriccioso”. I filmati sul “povero fagotto” (il cadavere di Yara Gambirasio). Il dialogo Vespa-Ratzinger (“Santità, un saluto alla televisione italiana”; “Saluto con krande cccioia”). La morte di Bin Laden (“La vittoria del bene contro il male”, Franco Frattini). Le frecciate (“I plastici li aveva usati anche Augias, ma non se n’era accorto nessuno”).

Acme della festa, gli auguri registrati. D’Alema: “Tra le istituzioni della Repubblica, Porta a porta non è quella più in crisi (..)Mi sono sentito come una squadra che gioca in trasferta, ma che è rispettata”. Monsignor Fisichella: “Vespa è un acuto analista politico, scherzoso intrattenitore e polemista”. Valeria Marini: “Il talkshow per eccellenza. Il momento del cuore è con Alberto Sordi, il momento della fede Padre Pio, il momento di aiuto quello a Vittorio Cecchi Gori”. Antonella Clerici: “Hai saputo coniugare politica e spettacolo, i famosi plastici hanno chiarito i fatti di cronaca. Sei veramente bravo”. Milly Carlucci, con gli occhiali del primo Sacchi e il giubbino alla Fonzie. Simona Ventura: “Nessuna trasmissione ha saputo essere specchio degli italiani così”. Peppino Di Capri: ”Un salotto di amici, lui ti stimola. Lo fa talmente con tanta classe che è unico”. Carlo Conti: “Vespa ha restituito la stessa credibilità, forza e serietà della politica allo spettacolo. Grazie”. Bertinotti: “Lo specchio della Seconda Repubblica. Ne ha rappresentato l’illusione sapendo dare voce a chi dissentiva”. Di Pietro: “A volte ha dato la sensazione di pendere da una parte, ma ha sempre dato la parola a tutti. Pensate: anche a noi”. E Al Bano: “Per me era un punto d’arrivo, mi sembrava onestamente il massimo. Lì c’è gente di cultura”. Alla fine, Vespa ha dato la parola – per la prima volta – al maggiordomo Paolo Baroni: “Mi sento come un dinosauro di 2mila puntate fa”. Poi il taglio della torta: “Vi promettiamo di tenervi compagnia fin quando la Provvidenza ce lo consentirà”. Titoli di coda. Musica. Rumori di niente.

Il Fatto Quotidiano, 28 Aprile 2012