Vi è mai capitato di passare da un determinato angolo di una strada che conoscete come le vostre tasche, un angolo che ricordate per la sua puzza atroce e imbarazzante? Bene quella destra orgogliosamente fascista è così, ogni volta che si passa da quelle parti non si smentisce, puzza, e nessuno si senta escluso.

Ancora una volta hanno ripreso l’antico gioco di attaccarsi a parole e miti della sinistra (quella vera) perché, poverini, non ne hanno di convincenti o che possano competere in quel loro universo retorico dalla fantasia rinsecchita.

Disturbati dal 25 aprile della vittoria partigiana, qualcuno ha pensato bene di usurpare un verso de “La Locomotiva” di Francesco Guccini estrapolandone le parole allo scopo apparente di rendere dignità ai morti repubblichini, in realtà si tratta di una provocazione che, proprio per il modo in cui è fatta, umilia ancora di più quei disgraziati che dovrebbe interessare loro. E’ proprio la evidente pochezza intellettuale di persone incapaci di dare seguito alle proprie scelte politiche a rendere macroscopica la povertà del loro pensiero.

Come sempre colpisce proprio la mancanza di temi e di cultura dei fascisti. Da loro ci si aspetterebbe che una qualche forma di cultura, per quanto bigottamente nostalgica, l’avessero cresciuta, e invece nulla sanno fare se non ricorrere all’ennesimo plagio.

Del resto questa è la conseguenza degli anni dei governi di Berlusconi, primo premier italiano non antifascista, autore di esecutivi composti da ministri fascisti solo apparentemente ex e unicamente per carità politically correct, responsabile di politiche umilianti scuola, educazione, formazione e cultura, attivatore di alleanze con compagini dichiaratamente fasciste

Sono numerosi e comici i precedenti. Per esempio il partito di Fini usò la canzone “Viva l’Italia” di Francesco De Gregori per una campagna elettorale, la sprovveduta ministra Meloni volle che le canzoni di Francesco Guccini fossero presenti nella colonna sonora di un congresso dei giovani forza italioti confessando con finto candore “… perché, se non sono di Sinistra non posso ascoltarle?” No ex-ministra, può ascoltarle, fischiarle e perfino cantarle, ci si domanda però quanto sia grave la forma di schizofrenia che la fa ascoltare una delle massime voci della cultura di Sinistra e poi accompagnarsi a Silvio Berlusconi, o era una sabotatrice di quel governo oppure a parlarle in un orecchio si sente l’eco in risposta provenire dall’interno.

Ancora nella musica un paio di anni fa formazioni di Destra cercarono di reclamare Rino Gaetano quale loro camerata, ahiloro insorse la famiglia del cantautore crotonese e mezzo Sud, ci fecero una figura davvero meschina. Ma è possibile che questi poveracci non abbiano uno straccio di cantante, Apicella a parte, attorno alle cui parole e canti stringersi a coorte? Ma già, anche le loro canzoni erano canti popolari rivisitati.

Ad essere nei loro panni ci sarebbe da strapparsi i capelli dalla disperazione, ad un convegno Fini volle che le sagome di tre personaggi di fantasia campeggiassero nella sala a mò di testimonial: Tex Willer, Corto Maltese e Superman. Detto fatto l’allestimento venne approntato, poi fu fatto presente che Tex Willer era un bianco rinnegato che faceva uso di sostanze stupefacenti, che Corto Maltese e un gentiluomo di ventura che ebbe a che fare con i fascisti smerdandoli alquanto, ma superman era a posto… oddio, la figura proviene da una elaborazione del dio nordico Thor, e altro non ne rimane se non il personaggio del forzuto del villaggio, tanto muscoloso quanto debole di mente. Disastro!

Questa gente cresciuta e educata nel mito tragico dell’”eroe” e della “bella morte” anche se poi però poi stanno dalla parte sbagliata e, senza cambiare etichetta, diventano torturatori, aguzzini, massacratori, infami… c’è da domandarsi come abbiano fatto a perderla quella guerra? Loro i figli del rinato impero, nati e pasciuti studiando da eroi, avevano tutto, la legge, le armi, il regime, i manganelli, i muscoli, le divise fiche, gli alleati potenti, la propaganda, la storia millenaria e a cosa è servito? Eroi professionisti presi a calci nel culo da pochi straccioni di partigiani male armati, eroi amatoriali, ma eroi veri.

Non contenti i destri, alla disperata ricerca di modelli da emulare hanno eletto Ernesto Che Guevara a loro mito, un capo che si immola combattendo per il popolo, peccato per loro che il Che fosse così comunista che, ovunque sia, se esiste un ovunque, starà ancora ridendosela alla grande.

Del resto come dare torto alla loro frustrazione dopo che il loro mito Benito Mussolini è stato arrestato mentre cercava di scappare travestito da soldato tedesco, giustiziato e appeso per i piedi e sua nipote, la parlamentare, ha un solido passato da attricetta porno.

Questa festa nazionale della Liberazione, questo 25 aprile, non va giù alla maggioranza destrorsa di questo disperante paese, Berlusconi cercò di abolirla e rinunciò solo dopo che le proteste e i suoi sondaggi gli dimostrarono quanto fosse sentita. Non riuscendo continuò a disincentivarla mistificando e dando credito a ciarlatani pennivendoli che inventassero tesi più consone alle loro esigenze.

Conoscendolo, Francesco ci si sarà fatto il sangue cattivo, poi avrà fatta una passeggiata per le sue belle valli sopra Porretta e l’avrà finita con un paio di bicchieri di quel buon vino fatto lassù da quelli che ieri erano partigiani e oggi sono tornati ad essere i semplici figli di quelle montagne.