“Calcio sport da uomini” è un luogo comune iper abusato. Forse però è proprio per contrastare questo banale assunto che una signora siciliana ha deciso di entrare in azione, in maniera anche abbastanza dolorosa per l’arbitro di turno. Direttori di gara che spesso, nei loro referti, mostrano scarsa attitudine con l’italiano; la stessa di cronisti come quello di Positanonews che torna prepotentemente in rubrica, sebbene il trono sia stato ormai abbondantemente conquistato dal “vate” di quiflaminiaumbra.it. Dai gruppi Facebook, poi, emerge tutto un mondo che ruota attorno all’accoppiata “calcio e insulti”, arrivando financo a ipotizzare un effetto dopante delle offese sui giocatori. La chicca della settimana, poi, arriva nientedimeno che dall’enciclopedia on-line per eccellenza, Wikipedia, che tra le proprie definizioni annovera voci non proprio ‘enciclopediche’.

A CHI GIRANO I PALLONI- Donne hooligan
Si è già detto più e più volte che attorno alle partite dei ragazzini spesso il clima è esageratamente teso. Forse però, la mamma o la sorella di qualche atleta della Hellenica, Allievi Regionali Sicilia, è andata un po’ oltre la semplice tensione. Nel rapporto dell’arbitro, infatti, ecco come è descritta l’impresa della signora: “Multa di 500 euro per atti di intemperanza dei propri sostenitori che, penetrati nello spazio antistante gli spogliatoi, assumevano contegno minaccioso e, tra cui, una donna raggiungeva l’arbitro e lo colpiva con un forte pugno in faccia procurandogli forte dolore”. Si consiglia al figlio, o al fratello, o al fidanzatino di non farla arrabbiare.

Faranno arrabbiare la grammatica, invece, altri rapporti di arbitri che se conoscono alla perfezione il regolamento calcistico, non sono altrettanto virtuosi con la lingua italiana: si va dalla multa ai tifosi della Vejanese che “rivolgevano ripetutamente insulto all’arbitro”, alla sanzione per Carlo Trippa del Pro Calcio Città Ducale “perché entrava indebitamente sul terreno di gioco e, con fare minaccioso, rivolgeva all’arbitro espressioni minacciose”. C’è poi un vero e proprio caso misterioso, quello di Salvatore Di Benedetto dell’Ugc Cursi Melpi squalificato perché “a fine gara tentava di aggredire l’arbitro colpendolo con uno schiaffo non riuscendovi poiché prontamente immobilizzato”. Colpo non colpo, goal non goal…poveri arbitri.

GOAL IN RETE- Insulto dopante e insulto sadomaso
Nel mondo del calcio una delle componenti più affascinanti è senza dubbio lo sfottò. Striscioni geniali sono già stati ripresi in un libro e basta digitare la parola “Insulti” abbinata ad arbitri, giocatori, presidenti o pallone per trovare migliaia di risultati su Facebook. Alcune pagine, però, sono davvero innovative, come quella che suggerisce di insultare i giocatori da bordo campo per farli rendere di più: potrebbe diventare un slogan, “Il doping uccide, un vaffa no”. Ci sono i masochisti dell’insulto, che sulla pagina “Insulti gratuiti a madri mogli sorelle e fidanzate nello spogliatoio” chiedono che vengano insultate parenti e congiunte. E ci sono anche gli studi antropologici, come quello su “Anziani che insultano gli arbitri durante le partite di calcio”, con risultati talvolta inquietanti, come quello che minaccia il direttore di gara dicendogli: “Arbitro ci vediamo al Sert, io sono lì che ti aspetto”.

PENNE FUMANTI- “L’ugola del canarino raffreddato”
Ci ha provato il cronista di Positanonews, accantonato nelle ultime uscite della rubrica, a rientrare di prepotenza, scrivendo meraviglie come: “Non è stata una partita eccelsa di occasioni ma guardinga da parte dei rossoneri, che stavolta nei confronti delle gare scorse, hanno avuto più calma e lucidità nel non commettere qualche errore, specie in difesa, e nel momento di agire lo hanno fatto con una certa decisione”. Ma il signore incontrastato delle penne fumanti è ormai lui, il vate di Quiflaminiaumbra, perché non è da tutti avere nelle proprie corde una prosa che ti permette di scrivere: “Nell’altra finale, il Gubbio fa precipitare nella tromba delle scale un Ottavia RM, fragile come l’ugola di un canarino raffreddato, degli eugubini abbiamo apprezzato la struttura gagliarda e molleggiata, sorretta in palmo di mano gravido di bollicine allo spiedo, mentre gli ospiti romani denotano una crisi di astinenza in zona centrale talmente mastodontica che si fulminerebbe persino la lampada di Aladino”. L’ugola dei canarini raffreddati è roba che solo i vate possono cantare.

LA CHICCA DELLA SETTIMANA- Definizioni bulgare
Sicuramente è opera di qualche buontempone, ma è abbastanza curioso che su Wikipedia la nota agenzia di scommesse Snai venga definita in maniere non proprio corretta (vedi foto). La ‘stramba’ denominazione è rimasta on line per poche ore, poi in nottata si è provveduto a ripristinare sul Web la pagina ‘normale’