Si intitola Santi patroni padani (ed. Effigie) un piccolo libro del giovane scrittore bergamasco Tiziano Colombi. Dieci racconti leggeri, evocativi e misteriosi riprendono le origini di alcuni dei più famosi patroni delle città del nord Italia (da Sant’Alessandro a Santa Giulia, passando per Agostino), e in un gioco di incontri immaginari li riportano ai giorni nostri a tu per tu con italiani e immigrati.

Pennellate fresche e intriganti di narrativa ci mettono davanti agli occhi qualcosa di ben poco ignoto: tutti i grandi patroni del nord, della presunta “padania”, hanno origini straniere. Il più delle volte nordafricane o mediorientali. Proprio così, queste sono le nostre vere radici. Interculturali, mediterranee, interreligiose persino (quante le conversioni e le mescolanze…).

E se in questi giorni abbiamo visto sgretolarsi in parte i pulpiti di chi per anni ha rivendicato la difesa e la purezza delle radici, dell’identità, della tradizione, ci sembra importante non liquidare un tema così pieno di sfaccettature e spunti e sfide. Identità e differenze sarà il tema del Suq Festival 2012 e vi invitiamo fin d’ora a portarci il vostro punto di vista. In un libro della nostra amica Valentina Acava Mmaka leggiamo: L’incontro con altre identità deve poter dare vita ad un percorso di crescita per tutta la società, ricordando sempre che – come dice Wim Wenders in una sua poesia – “l’identità è una parola che riscalda”.

E’ difficile accettare e riscoprire una identità che si nutre di origini ben più “straniere” di quanto ci sia stato predicato? E’ possibile accostare le storie spesso tragiche di questi santi, martiri, donne e uomini semplici che hanno avuto qualcosa da insegnarci e qualcosa da imparare, con le storie del presente, fatti di cronaca e non?

Che significato assume allora la parola “memoria”?

All’indomani del 25 aprile, le sfide per la costruzione di un mondo più libero, giusto e pacifico non sono tramontate affatto, ma sono forse ancora più impellenti in tempi di crisi, incertezze e attese, per decidere in quale direzione vogliamo spingere il futuro.

di Carla Peirolero e Giacomo D’Alessandro