Questione di ore e Reggio Emilia sarebbe potuta diventare la prima città al mondo con una piazza intitolata a Steve Jobs. L’amministrazione di Graziano Delrio è stata bruciata sul filo di lana dal Comune di Jundiai, una delle infinite municipalità di San Paolo in Brasile.

Là l’intitolazione verrà applicata ad una lunga “avenue” direzione est-ovest, grazie a un progetto approvato il 12 aprile scorso dopo che il consiglio comunale aveva fatto richiesta fin dal 6 ottobre 2011, un giorno dopo la scomparsa dell’inventore della Apple. Qui a Reggio Emilia, invece, la decisione definitiva della giunta Delrio risale al 17 aprile, giusto qualche giorno dopo l’approvazione degli amministratori brasiliani.

La piazza Steve Jobs di Reggio dovrà nascere nel futuristico, e ancora da realizzare, spazio urbano del Tecnopolo, area dove  sorgevano, tra le altre, le dismesse ex Officine Reggiane. L’altisonante toponomastica andrà in aiuto all’edilizia e all’urbanistica. Visto che il Tecnopolo di Reggio Emilia, 3500 metri quadrati di interazione tra impresa e Università, 5,5 milioni di euro d’investimento (di cui 3,1 milioni a carico del Comune di Reggio e 2,4 dalla Regione Emilia-Romagna) è parecchio in ritardo rispetto alla tabella di marcia prevista anni fa dalla Regione Emilia Romagna, in cui si stimava un inizio lavori tra il 2009 e il 2010.

Peggio stanno senz’altro le altre sette realtà ipertecnologiche, una per capoluogo di provincia, delineate dal progetto regionale del Tecnopolo che ancora non hanno iniziato nemmeno la riqualificazione delle, possibili, aree ospitanti: a Bologna dove verranno ospitate le tecnologie per l’automazione industriale e le nanotecnologie, le telecomunicazioni multimedia e le scienze della vita; a Modena con la tecnologia della ceramica; a Parma, tecnologia dell’industria alimentare; a Piacenza tecnologie delle macchine utensili e per l’energia; Ferrara per la farmaceutica, tecnologie ambientali e biotecnologie; a Ravenna, Forlì e Rimini polo del distretto nautico.

A Reggio, invece, prenderà corpo, il Tecnopolo che si occuperà di meccatronica, la scienza che studia il modo di far interagire la meccanica, l’elettronica, e l’informatica al fine di automatizzare i sistemi di produzione semplificando il lavoro umano.

A rassicurare i cittadini ci ha pensato proprio Delrio, alcuni giorni fa, dopo aver annunciato la dedica al creatore della “mela”, ricordando come si potranno recuperare posti di lavoro in un’area contraddista dall’improvvisa dismissione delle industrie e di una conseguente disoccupazione: “La città deve competere a livello internazionale, creare ricchezza e posti di lavoro attraverso nuove competenze distintive. Il gruppo di industriali che si è occupato del tema Meccatronica fa proposte per la creazione di un Polo dell’Hi-Tech, dell’alta tecnologia, un Polo di valenza nazionale che concentra i laboratori di ricerca alle Reggiane. E’ una scommessa importantissima, perché dalla fine del 2004, nell’ambito delle trattative per la salvaguardia di posti di lavoro in presenza della chiusura degli stabilimenti Reggiane, dicemmo che bisognava dare vita a investimenti in ricerca e conoscenza nell’Area Reggiane”.

Piccola curiosità. La scelta di intitolare una piazza a Jobs non è del tutto casuale per l’amministrazione reggiana. I primi prodotti Apple sono stati distribuiti in Italia dalla Iret Informatica, una società di Reggio Emilia, poi acquistata dalla stessa casa di Cupertino