3 settimane per 5 appuntamenti fondamentali per la sinistra italiana ed Europea.

Il 22 aprile si è votato in Francia. Hollande riapre la speranza per un’Europa più giusta, alternativa alle politiche recessive imposte dall’asse Merkel-Sarkozy. Non ha avuto paura a fare una campagna elettorale contro lo strapotere delle banche e della finanza. È contrario al pareggio di bilancio inserito nella Costituzione (passato, purtroppo, in Italia) e lavorerà per rinegoziare il Fiscal Compact, l’accordo europeo che impone le folli misure di austerità che ci stanno gettando in una recessione economica gravissima. Melénchon, il candidato del Fronte di sinistra, ha avuto un risultato storico. È il frutto della sua capacità di tenere unita la sinistra e i comunisti e di aver detto parole chiare in campagna elettorale sui responsabili di questa crisi. Ora il Fronte di sinistra andrà a votare per Hollande, un altro segnale di unità, e ci auguriamo la sua vittoria al ballottaggio del 6 maggio. Speriamo che il vento francese valichi le Alpi e arrivi quanto prima anche in Italia.

Il 25 aprile è la Festa della Liberazione dal nazi-fascismo. Non sopporto il buonismo. Non è la festa di tutti. È la festa della Resistenza, dei partigiani e di tutti coloro che combatterono per la nostra libertà; tra i quali, in parte largamente maggioritaria, vi erano i comunisti italiani. Gli altri stavano dalla parte sbagliata e i loro eredi, oggi, faticano ancora ad ammettere il valore fondante dell’antifascismo, il padre della nostra Costituzione Repubblicana. La ripresa delle destre in Europa, a partire dal risultato della Le Pen, sono un motivo in più per festeggiare il 25 aprile.
(ps: gli auguri sono estesi anche ai portoghesi e al loro 25 aprile, quello della Rivoluzione dei garofani del 1974, dalla quale emersero la democrazia e l’indipendenza delle colonie).

Il 30 aprile cadono i trent’anni dalla barbara uccisione di Pio La Torre. Segretario regionale del PCI in Sicilia, si batté strenuamente per la pace e contro la mafia. Memorabile il suo impegno contro l’installazione dei missili a Comiso. Il suo impegno contro la mafia gli costò la vita: i corleonesi non gli perdonarono la sua proposta di Legge per confiscare i beni ai mafiosi. Dopo la sua morte, il Parlamento approvò la Legge Rognoni-La Torre, che introdusse il reato di associazione mafiosa e rese possibile il sequestro dei beni alle criminalità organizzate.
(ps: il 28 aprile 2012 a Palermo parteciperò, insieme ad Antonio Ingroia, ad un nostro convegno per ricordare la sua attualissima figura.

Il 1 maggio è la festa dei lavoratori. La controriforma del Ministro Fornero, che svuota fino ad eliminare l’articolo 18 senza per nulla contrastare la precarietà, è un motivo in più per celebrare il valore del lavoro. La disoccupazione crescente, la crisi, la cassa integrazione, i licenziamenti, il lavoro che manca, gli esodati, la precarietà: sono tutte ragioni per riaffermare che lo sviluppo e la dignità di una nazione passano dal lavoro.

Il 6 e il 7 maggio si vota. Non solo in Francia, come già ricordato. Si vota in Italia. In tante Città i cittadini dovranno scegliersi il loro sindaco e chi li rappresenterà in Consiglio comunale. Non voglio fare qui propaganda per il mio partito. Voglio, invece, fare un appello: dobbiamo ripudiare l’astensionismo. Non c’è alcuna efficacia nel protestare non partecipando al voto, chi andrà a votare deciderà anche per chi si asterrà, anche se questi fossero moltissimi, anche se fossero la maggioranza. In questo modo non cambierà mai nulla. In cabina elettorale la matita è un’arma: usatela!

Il 12 maggio quest’anno è una data importante. Si svolgerà a Roma la prima manifestazione della sinistra contro il Governo Monti.

L’abbiamo lanciata come Federazione della Sinistra, ma è una manifestazione unitaria e aperta a tutti. Abbiamo invitato Vendola e Di Pietro, li vorremmo in piazza con noi: tutti insieme per dire al governo che “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”, che l’articolo 18 non va smantellato, che la crisi non può più essere pagata dai soliti noti e che bisogna puntare sulla crescita e sull’equità per rilanciare il nostro Paese.  Sarebbe un segnale di grande forza se Sinistra e Libertà, Federazione della Sinistra e Italia dei Valori si trovassero insieme in piazza il 12 maggio. Noi facciamo appello a tutti a manifestare contro il Governo Monti, contro le politiche recessive dell’UE e della BCE, per difendere la democrazia, i diritti dei lavoratori, la democrazia e l’Europa sociale.