Interdetto dai pubblici uffici. Alberto Sarra non è più sottosegretario alle Riforme della Regione Calabria. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro, Maria Rosaria Di Girolamo, che ha accolto la richiesta formulata dal sostituto procuratore Gerardo Dominijanni che sta indagando sulla nomina del primario del reparto di neurochirurgia di Reggio Calabria. Sarra è accusato di concussione

Un’inchiesta che vede iscritti nel registro degli indagati, oltre a Sarra, anche il medico degli ospedali Riuniti Saverio Cipri, l’ex presidente della Regione Giuseppe Chiaravalloti, e gli ex assessori Saverio Zavettieri e Gianfranco Luzzo. Stando all’impianto accusatorio, nel febbraio del 2005 Alberto Sarra avrebbe minacciato l’ex direttore generale dell’Azienda sanitaria Bianchi-Melacrino-Morelli, Renato Carullo, per costringerlo a nominare Cipri quale primario del reparto di neurochirurgia.

Il dg, inoltre, sarebbe stato minacciato anche da Chiaravalloti, Zavettieri e Luzzo (accusati di tentata concussione) perché si era opposto alla nomina di Cipri attraverso la sospensione di un concorso vinto da un altro medico. Lo scorso 17 aprile Alberto Sarra era stato sentito dal pubblico ministero Dominijanni davanti al quale si era dichiarato innocente respingendo ogni accusa. Evidentemente, però, il sottosegretario non ha convinto il gip che venerdì ha firmato l’interdizione.

Per Alberto Sarra, l’inchiesta della Procura di Catanzaro non è l’unico guaio giudiziario con cui deve fare i conti. Anche se non indagato, il suo nome compare nell’inchiesta “Meta” contro il gotha della ‘ndrangheta reggina e nel filone milanese contro la famiglia Lampada (braccio finanziario della cosca Condello in Lombardia) che ha portato all’arresto del consigliere regionale Franco Morelli e del presidente della Corte d’Assise di Reggio Vincenzo Giglio.

Nel dicembre scorso,inoltre, il pm reggino Federico Perrone Capano ha chiesto la condanna a 6 anni e 8 mesi di carcere per bancarotta fraudolenta pluriaggravata per il fallimento della “Farmacia centrale” di Reggio Calabria.

In sostanza, per l’accusa, assieme ad altri coimputati, l’esponente della giunta Scopelliti avrebbe occultato oltre un milione e mezzo di euro, parte dei quali (circa un milione) erano derivati da un finanziamento, concesso da Federfarma a favore della “Farmacia centrale” e trasferiti alla Sarfarm Srl». Il tutto distruggendo «i libri e le scritture contabili della società». La richiesta di condanna avanzata dal pm è stata messa in standby da gup che, prima di emettere la sentenza, a gennaio ha disposto una perizia su alcuni documenti che Sarra ha depositato durante il processo. Documenti che per la Procura sarebbero falsi.