Mettiamo pure in conto che noi Radicali siamo fatti così: sempre dalla parte dei peggiori criminali politici e mafiosi. Poco importa se i criminali politici uscirebbero dissanguati dal rispetto dei nostri referendum contro il finanziamento pubblico, se i criminali mafiosi uscirebbero dissanguati dall’antiproibizionismo sulle droghe, e se entrambi avrebbero da temere da processi non destinati alla prescrizione. Lasciate pure perdere i Radicali, e provate a rispondere alla domanda che solo i Radicali pongono: come si smaltisce il carico di circa 9 milioni di processi pendenti che distrugge la giustizia italiana mandando in prescrizione circa 185.000 procedimenti all’anno?

Ci sono un paio di risposte, relative a obiettivi validi e condivisibili: 1. Depenalizzare i reati senza vittima su droga, prostituzione e immigrazione, che intasano tribunali e fanno scoppiare le prigioni; 2. Riorganizzare e investire sulla gustizia: accorpare sedi, informatizzare, potenziare uffici. All’interno di tali opzioni possiamo trovare molte varianti, delle quali gli esperti discutono da tempo. Sono, appunto, risposte valide e condivisibili, di per loro.

Ma rispondono a un’altra domanda, cioè rispondono a come andrebbe riformata la giustizia italiana per farla funzionare in futuro se si partisse da zero, ma poco ci aiutano ad affrontare il macigno del passato, sotto il quale è stritolata nel presente la macchina giustizia tutta, cioè non solo i detenuti e gli agenti che si suicidano, ma anche i magistrati, gli avvocati, le vittime del crimine. Per quanto gli antiproibizionismi, le depenalizzazioni e le riforme sarebbero l’unico modo per evitare che i 9 milioni di procedimenti diventino 15 milioni tra pochi anni, per smaltire quei 9 milioni ci vuole altro. Ma altro cosa?

Anche qui, provate pure a lasciar perdere noi Radicali, che proponiamo un’amnistia legale, che significa scegliere i procedimenti sui reati più gravi e annullare tutti gli altri, o, più precisamente, avere la certezza di celebrare i processi per i reati più gravi grazie al fatto di mandare a monte tutti gli altri. Se siete contro, perché volete la certezza del diritto, perché non volete cancellare reati e processi, avete il dovere di fare i conti con l’attuale alternativa all’amnistia legale, rappresentata dall’amnistia di fatto e strisciante delle prescrizioni.

In sintesi, se amnistia legale no, come si ferma l’amnistia a-legale prescrizionista?
Per me, amnistia legale sia, cioè la precondizione di ogni riforma per la giustizia, la democrazia, la libertà. Appuntamento davanti a Regina Coeli, alle ore 10.