Con Umberto Bossi, ieri a Besozzo, abbiamo chiarito un po’ di cose”. Roberto Maroni, oggi a Savona per un attivo dei delegati della Lega Nord Liguria ritorna su quanto accaduto ieri al comizio dell’ex ministro degli Interni. La visita di Bossi, ha detto Maroni, “è stata una visita a sorpresa. Ha avuto parole lusinghiere sul mio conto (“E’ il bene della Lega”) che mi hanno fatto molto piacere”. Effettivamente ieri il Senatur ha investito ufficialmente l’ex titolare del Viminale in vista del congresso federale di giugno quando il Carroccio dovrà eleggere il nuovo segretario.

Nelle stesse ore, Roberto Calderoli, intervistato da Maria Latella a Skytg24, giustificava quanto rivelato da Il Fatto Quotidiano in merito alle abitazioni romane pagate con i soldi del partito: “Da un anno a questa parte ho sottoscritto un accordo – ha spiegato l’ex ministro della Semplificazione – Ho rinunciato ai rimborsi e loro hanno fatto un contratto a nome della lega per un appartamento a Roma. Ma io ho sostenuto delle spese andando in giro per l’Italia per il mio incarico e in più versavo 3mila euro al mese di contributo volontario: le spese dell’appartamento le ho quindi pagate indirettamente”.

Per Calderoli, sulla Lega Nord è piombato “uno tsunami“: “Diamanti e investimenti per me sono cose imprevedibili e inammissibili. Maroni mi disse, leggendolo sui giornali, della Tanzania: c’è venuto un coccolone. Abbiamo chiesto notizie a Belsito e abbiamo detto: tu sei pazzo”. L’ex ministro ha ammesso che i rimborsi elettorali erano “eccessivi, se non l’avessimo avuti non sarebbero venute in mente certe idee”. Ed ha ribadito le sue critiche a Belsito: “Gli investimenti sono stati una pura follia, una sciocchezza e un pasticcio. Ora bisogna fare pulizia ma senza esagerazioni. Io non credo ci sia un complotto, ma un attacco del sistema all’unica forza anti sistema sì”. Un riferimento questo, meno calcato, a quanto detto da Bossi il 10 aprile in occasione della Festa dell’orgoglio leghista di Bergamo: “Ovvio che siamo vittime di una specie di un complotto”.

“Gli altri partiti hanno bisogno di continuare a cambiare – ha spiegato Maroni da Savona – Ho visto questo annuncio di Angelino Alfano della grande rivoluzione che farà. Sono molto curioso e gli altri partiti devono cambiare nome, simbolo e valori, devono cambiare bandiera”. Insomma, nonostante gli scandali e le inchieste della magistratura partite dagli investimenti in Tanzania e a Cipro dell’ex tesoriere Francesco Belsito, “noi – ha puntualizzato il triumviro – siamo orgogliosi della nostra bandiera, di essere della Lega” perché “la Lega nord resterà la Lega nord non avendo bisogno di questi trucchetti, di annunci continui di cambiamento. Siamo orgogliosi di essere leghisti”. Lo ha detto Roberto Maroni questa mattina a Savona prima di prendere parte al congresso regionale ligure della Lega nord.

Da Reggio Calabria si fa sentire il segretario del Pdl Alfano che, almeno a parole, continua a cercare l’ex alleato: “La Lega sta vivendo un suo momento di travaglio che noi rispettiamo, e pensiamo che anche per la prospettiva, può essere un interlocutore importante”.