City Insurance nega con forza ogni addebito e si dice contrariata per i risvolti che ha preso la vicenda dell’inchiesta sulle polizze. Anzitutto, “nessun soggetto titolare in via diretta od indiretta di quote della City Insurance è mai stato, non dico condannato, ma neppure mai processato per camorra; ciò allo stesso modo di tutti i funzionari e di tutti i dirigenti sia della rete commerciale che dell’apparato amministrativo della stessa”, precisa in queste ore l’avvocato Gennaro Lepre per conto della compagnia.

City Insurance fa presente fra l’altro di non aver ricevuto alcuna comunicazione dell’operazione del Gico della Guardia di Finanza di Venezia e, in una nota, il suo legale rappresentante pro tempore si dichiara “letteralmente esterrefatto per aver sperimentato che nel nostro Paese si possa venire a conoscenza di una indagine a proprio carico dalla stampa”.

La compagnia ha già avanzato formale richiesta all’autorità giudiziaria per esercitare il diritto di comparire spontaneamente a chiarire la propria posizione nonché “la assoluta insussistenza di qualsiasi irregolarità nel contratto con la regione Veneto al pari che in quelli con tutti gli altri enti pubblici e privati, smentendo perciò sin d’ora categoricamente- prosegue la nota- qualsiasi ipotesi investigativa di falso e/o di altri reati paradossalmente invece già spacciati come già accertati”. In sede penale e civile City Insurance ha già fatto avviare le procedure per chiedere conto degli “illeciti consumati” così come dei danni di immagine e commerciali. Non solo: la compagnia, tramite l’azionista di maggioranza Marcello De Cristofaro, ha inviato una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedergli tutela, contestando la modalità con cui i finanzieri hanno diffuso l’inchiesta condotta. La missiva è stata spedita in copia al comandante generale della Guardia di Finanza, Nino Di Paolo, e al procuratore della Repubblica di Venezia Luigi Delpino. Il tutto affinché “il primo disponga l’immediata rimozione dal sito web delle fiamme gialle” del comunicato sulle indagini, intitolato “Evitato appalto truccato su assicurazioni” e considerato da City Insurance di “valenza illecita”. Delpino, invece, secondo la compagnia dovrebbe procedere “senz’altro, come per legge, per la violazione del riserbo istruttorio integrata dallo stesso” comunicato Gdf.